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martedì 25 ottobre 2016

Tapas (o forse no) per l'MTC

Questa volta mi riaffaccio sul blog con più vergogna del solito. Torno, come sempre, per l'MTC, ma torno con una proposta che, oltre ad essere piuttosto banale, manca di uno dei requisiti... Ma andiamo con ordine.
La sfida di settembre è stata vinta dalla vulcanica Mai, che ha proposto per l'MTC di ottobre una gara a dir poco creativa ed avvincente! Ero entusiasta della sua proposta, avevo anche buttato giù una serie di idee (ho ancora il foglietto sulla scrivania dell'ufficio). Poi ho avuto la febbre, poi la mamma in visita e infine un piccolo -grande- terremoto emotivo, che mi ha lasciata parecchio demotivata su tutti i fronti. Ero pronta a non partecipare, ma sabato, mentre camminavo come un'invasata in questa brutta città, il mio cervello ha dato il via ad un brain storming che, in conclusione, mi ha ispirato il tema. Solo che il tema pare evidente soltanto a me, ed ecco che manca il filo conduttore :)

Ma vi porto lo stesso a tapear... nella mia infanzia, nei cibi che erano una coccola quando ero bambina, gli stessi cibi dove ho cercato rifugio. Preparare queste "tapas" è stato il compito che mi sono assegnata domenica, l'obiettivo del giorno. E allora grazie Mai e grazie MTC, per avermi tenuto compagnia :)

Il pensiero che mi consola è che quando ho mostrato questo post alla mia collega spagnola, era molto soddisfatta, perché le mie proposte sono, a suo dire, molto credibile. Mai, lo so che tu sei catalana! e in realtà ho anche una collega catalana ma non mi pare il caso di fare il giro dell'ufficio col mio post :D


Nel post di Mai si trovano tutte le varie spegazioni e distinzioni, perciò vi rimando a lei (qui), ma per una sintesi breve ed efficace, Mai ci ha regalato una splendida infografica:















1)Tapas
Sformato di patate



2)Pincho
Polpette con ragù



3)Montadito
Crostino di baguette con cipolla cac' e ov'




1)Per lo sformato di patate al microonde:

750 g di patate (peso da pulite)
noce moscata
100 g di latte caldo
2 cucchiai di burro
2 fette di prosciutto cotto tagliate a pezzi piccoli
60 g di camembert a pezzetti
1 fettina di gouda a pezzetti
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato

+ burro e formaggio grattugiato q. b.

Tagliare le patate (pulite e lavate) a pezzi e cuocerle nel microonde a 800 W per 20 minuti, o fino a che non saranno tenerissime. Schiacciarle ancora calde, aggiungere burro e latte e mescolare con energia. Unire il resto degli ingredienti e amalgamare bene. Aggiungere nella pirofila una noce di burro, scioglierla al microonde e ungere la pirofila. Versarvi il composto di patate, livellarlo con una spatola e cospargere di fiocchetti di burro e spolverare di parmigiano grattugiato.
Cuocere a 800 w per 10 minuti e altri 5 minuti con la funzione grill.


2)Per le polpette con ragù:

Ragù (più o meno questo )

Per 27 polpette (ehm, la paura della carestia :D)

800 g di macinato misto di maiale e vitello
1 uovo medio
30 g circa di baguette
20 g di formaggio grattugiato
sale, pepe ed erbe aromatiche


Amalgamare tutti gli ingredienti e lasciar insaporire per circa mezz'ora/un'ora in frigo.  Formare delle polpette di 35 grammi. Coprire di olio il fondo di un'ampia padella antiaderente, scaldarlo e rosolare le polpette, quindi abbassare la temperatura e farle cuocere circa 25/30 minuti, fino a quando saranno ben cotte.

Scolarle su un foglio di carta assorbente e servirle accompagnandole con il ragù.

3) Per il crostino con cipolla cac' e ov':

fettine sottili di baguette
1 scalogno affettato finemente
1 uovo M
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
olio, sale e pepe

Coprire di olio extra vergine il fondo di un padellino antiaderente e versarvi lo scalogno; lasciarlo appassire a fiamma molto bassa. In una ciotolina mescolare l'uovo con il formaggio, il sale e il pepe. Quando lo scalogno sarà morbido e traslucido (10/15 minuti), aggiungere il composto di uovo e mescolare energicamente con una spatola, far rapprendere l'uovo e versarne immediatamente delle generose cucchiaiate sul pane, che in questo modo si impregnerà bene.


Con questo post partecipo alla sfida numero 60 dell'MTC




giovedì 30 giugno 2016

Pancake agli spinaci con burro al lime


Non partecipavo al Recipe-tionist da un bel po' di tempo. A malincuore, lo confesso, ma il tempo mi scorre tra le dita senza che io me ne accorga. Passano le giornate, poi le settimane, i mesi... Da un lato ne sono anche felice, intendiamoci: appena ho messo piede sull'aereo, un mese fa, stavo già contando i giorni che mi separano dal mio prossimo rientro, ma dall'altro con questa scusa il tempo vola e io mica me lo godo come vorrei! Mica sono una di quelle persone sempre col sorriso sulle labbra, che si gode la pioggia, il sole, che rimane zen di fronte alle rogne. Ma magari! Però mi sono data dei piccoli obiettivi e uno di questi è godermi le cene col Portoghese, preparando, con un po' di organizzazione, qualcosa di sfizioso. La ricetta di oggi è stata la prima ad inaugurare questo buon proposito.  Quindi diciamo insieme "Grazie, Cristiana!". E grazie Flavia, perché a me il tuo contest è sempre piaciuto! Passo alla ricetta: qui trovate l'originale. Io l'ho seguita pedissequamente e... abbiamo iniziato la nuova abitudine col piede giusto! Il sapore dei pancake è davvero buono, ma con il burro al lime sono un'esplosione di gusto ;)

I pancake sono facilissimi e rapidi, io avevo anche cotto gli spinaci il giorno prima, quindi davvero tra assemblarli e cuocerli va via mezz'ora. Il tempo di far riposare il burro insomma ;)




INGREDIENTI per 10 di circa 10 cm di diametro:


Per i pancake:



250 g di spinaci lavati
110 g di farina autolievitante 
1 cucchiaino di lievito
1 uovo
50 di burro sciolto
1/2 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di cumino in polvere (omesso: lo detesto!)
150 ml di latte
100 g di cipollotti tagliati a julienne
1 albume
olio extra vergine di oliva

Per il burro al lime:

100 g di burro a temperatura ambiente
la scorza di un lime grattugiata
1 cucchiaino e mezzo di succo di lime
1/4 di cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di pepe bianco

Preparare il burro al lime. Lavorare il burro con un cucchiaino di legno. Aggiungere gli altri ingredienti e incorporarli. Coprire con della pellicola e riporre al fresco.

Preparare i pancake. Cuocere gli spinaci (io li ho cotti in microonde, 5 minuti a 600 W, coprendo il contenitore con pellicola bucherellata), scolarli e strizzarli bene. Sminuzzarli con un coltello.
In una ciotola lavorare la farina con il lievito, l'uovo, il burro sciolto, il sale e il latte. Aggiungere i cipollotti e gli spinaci. Unite l'albume montato a neve.
Scaldare un filo d'olio in un padellino in cui versare due cucchiai di composto. Cuocere due minuti per lato o fino a che un lato non risulterà dorato e si staccherà con facilità dalla padella. Continuare in questo modo fino a quando non sarà finita la pastella; ungendo, se necessario, la padella tra un pancake e l'altro.
Servire con il burro aromatizzato.




Con questa ricetta partecipoo al Recipe-tionist di Giugno 2016 



lunedì 28 aprile 2014

Travagli interiori e interiora travagliate

Come si esordisce dopo mesi di silenzio?
Mi sembra così strano aver abbandonato il mio angolino virtuale... Sono stati mesi intensi. Quasi due mesi da pendolare, in cui uscivo di casa prima delle 7 del mattino e rientravo dopo le 21. Poi il trasferimento. E nel mentre un'agenzia immobiliare che ci ha presi in giro, un dente del giudizio ed una cura antibiotica che mi hanno spedita al pronto soccorso il giorno di Santo Stefano (e impedito di mangiare per 15 giorni, sigh!). Un nuovo lavoro bellissimo e stimolante, che ha richiesto e richiede tutta la mia concentrazione. Il trasloco, mio e del Portoghese, in una città che davvero sembra un'immensa periferia, abbandonata e degradata. Tanto per dare l'idea: sabato pomeriggio mi sono ritrovata un ubriaco che mi prendeva a pugni la porta di casa. Non il portone, eh, la porta, una porta che sembrava carta velina da quanto tremava, ed io con lei. Tutto è finito bene, ma capirete che non si tratta di un trasferimento indolore. Diciamo che non è proprio immediata la sensazione di aver fatto un passo in avanti.
Insomma, l'assestamento è stato un po' travagliato, io ho risentito molto del fatto che sono riuscita a tornare a casa per la prima volta dopo 11 lunghi mesi. Ero arrivata al punto che guardavo il cielo e mi faceva semplicemente schifo, scusate, ma pensavo che il cielo che vedevo da casa mia era più bello.
Ho scoperto che non ero preparata ad avere delle cose belle che fossero mie: un amore, un lavoro... e la paura di perderle mi ha quasi soffocata...
Insomma, diciamo che questi sono stati i motivi che mi hanno tenuta lontana dal web. Anche il fatto che per quasi 4 mesi non ho avuto internet ha contribuito parecchio, dai :)

Adesso sta andando tutto a posto, mi godo questa nuova quotidianità, il mio Portoghese ed io abbiamo moltissimo tempo per noi e spesso lo trascorriamo in cucina. Ho capito che vivere con la paura di perdere tutto è il primo passo per... perderlo davvero! Mi godo quello che ho, cercando di non fare di un bicchiere d'acqua una tempesta e cercando di ritrovare un po' di lucidità: se vi avanza, contattatemi in privato :)
Mi sono chiesta se davvero avevo voglia di riprendere il blog, se aveva senso dopo tutti questi mesi. E mi sono risposta che proprio il fatto che me lo chiedessi doveva darmi l'input a farlo. E allora, quale input migliore della sfida più bella e appagante del web, che questo mese ha come tema qualcosa a cui non mi sarei mai avvicinata spontaneamente. Un motivo in più per raccogliere la sfida, allora. E per fare contento il Portoghese, che quando vuole le interiora se le cucina da solo :)

Prima di passare alla ricetta, un grazie enorme e sincero a chi in questi mesi si è preoccupato per me, mi ha cercata, sostenuta... La mia Mary, che è sempre con me, anche senza bisogno di mail e messaggi, le ragazze dell'MTC: Arianna, Alessandra, Giulia, solo per dire i primi nomi che mi vengono in mente... La sensazione di non sentirsi dimenticati scalda sempre il cuore.



Chiedo scusa per le foto: scattate al volo con il telefono e al buio. (sono tornata più scombinata di prima, lo so!)







La preparazione delle interiora per me è una novità (e una sfida) assoluta: appartiene a quei -pochi- piatti che non mangio perché non fa più parte della cucina di casa. Preparate abbastanza regolarmente dalla mamma quando c'era ancora mio padre, sono state praticamente abbandonate da allora. Ed io, che non mangiavo una cippa, figuriamoci se mangiavo le interiora :)
Non sapendo assolutamente da dove iniziare, mi sono rivolta all'Artusi, che di cucina e di frattaglie se ne intende, e ho chiesto l'aiuto da casa: telefonata alla mamma e via, pronta a sperimentare... a spese del Portoghese :)
(confesso che ho anche guardato i video su youtube per pulire i fegatini!)


Focaccine con fegatini di pollo

ispirate alla ricetta 110 de "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene", P.Artusi


INGREDIENTI

300 g fegatini di pollo
mezza cipolla bianca
4 foglie di alloro
un cucchiaio di burro
olio
sale e pepe di mulinello
una tazza di brodo vegetale (preparato con il dado granulare fatto da me)

Per 6 focaccine

la ricetta del pane magico (magico davvero: sparisce in un attimo!) di Hugh Fearnley-Whittingstall (link):


Preparare l'impasto delle focaccine, cercando di far coincidere i tempi: io ho cotto le focaccine appena prima di iniziare a cuocere i fegatini e le ho avvolte in un canovaccio.

Lavare i fegatini in acqua e limone, pulirli eliminando le parti scure e quelle grasse.
Far rosolare nel burro e nell'olio la cipolla tritata finemente, quindi unire i fegatini e le foglie di alloro, salare e pepare e far cuocere a fuoco medio-basso per circa 10 minuti. Prelevare i fegatini e tritarli finemente (io ho usato il coltello), quindi rimetterli in padella e aggiungere il brodo, terminando la cottura.

Servire le focaccine con i fegatini che ormai saranno diventati una crema, ideale da spalmare.




Confesso: io mi sono limitata ad assaggiare, ma per sapore, odore e consistenza non mi ha entusiasmato. Sono sicura che preparati da mani più esperte possano avere un gusto migliore :) Invitatemi a cena e ci togliamo il dubbio! Il responso del Portoghese: "ah, non li avevi mai cucinati prima? Come prima volta non è male. Ma io li preferisco interi. Oppure li potevo cucinare io: faccio un fegato alla veneziana che è buonissimo!". -_-


Insomma, per quel che mi riguarda ho superato più di uno scoglio contemporaneamente: le interiora -del pollo- e il blocco interiore -della polla, la sottoscritta. E ho appurato ancora una volta la mia ignoranza in cucina: grazie al cielo c'è sempre da imparare e migliorare!

Insomma, sul filo del rasoio, ma ci sono. E chi mi schioda più?



mercoledì 1 maggio 2013

Biscotti salati all'avena e rosmarino

In diretta da Colonia... eccomi qui!

Come state? Io benissimo :) Sono qui da due settimane, e, se da un lato mi sono volate, dall'altro mi sembra di trovarmi qui da sempre: mi muovo facilmente nella città, mi sento a mio agio e soprattutto mi sento tanto entusiasta.
Sono partita in preda ad uno stato di paralisi emotiva :D e appena l'aereo ha preso quota sono scoppiata a piangere, come una bimba. Probabilmente era solo un modo per scaricare la tensione. Appena arrivata qui, però, appena dal finestrino dell'autobus ho visto il lungo Reno, nonostante piovesse, nonostante non ci fosse un raggio di sole, io mi sono sentita bene.
E quando due ore la pioggia ha ceduto il posto al sole ed io sul lungoreno ci stavo passeggiando, mi è esplosa un'energia che non conoscevo. E da lì è stato un susseguirsi di iniziative, giri, tentativi, tutti sotto una luce nuova e positiva.
Ora sono ancora accampata da mia cugina, ma entro stasera mi trasferirò in un appartamento molto molto carino. Trovare casa qui è un'impresa: c'è poca offerta rispetto al bisogno e poi... le affittano senza mobili! Comodo, vero? :) Io sono stata fortunata e quella mansarda è arredata, e anche bene!

Ok, la pianto e passo alla ricetta, altrimenti non la smetto più. Vi chiedo solo un favore: incrociate le dita per me nei prossimi giorni?



Prima di partire ho cercato di finire tutto ciò che avevo in dispensa e che mia madre non avrebbe utilizzato (e infatti ho diverse ricette in repertorio, una volta tanto!). La ricetta di oggi viene da uno dei primi blog che ho iniziato a seguire, dal quale ho sempre attinto a piene mani (lei è una garanzia!) e la cui titolare mi è anche apparsa in sogno :D, sotto le spoglie di un'istruttrice di nuoto! Lei è l'Araba Felice, la Signore delle dune, e la ricetta arriva da uno dei libri "setacciati" grazie allo Starbooks (Starbooks che ha visto crescere il rapporto tra me-Amazon e il corriere, che oramai mi chiama per nome!).

Io ho preparato metà dose (per finire la busta dei fiocchi) e apportato delle piccolissime modifiche, che vedete tra parentesi, e, a causa della fretta, non ho steso l'impasto ma mi sono limitata a formarlo con le mani: il risultato estetico ne risente, ma il gusto no ;)

Questi crackers sono ottimi, io li ho serviti come aperitivo ad un'amica (che era venuta ad aiutarmi con il bagaglio -Vale-in-panne) e si accompagnano benissimo con i salumi, soprattutto con lo speck ;)







Mrs. Patmore's rosemary oat crackers
da "The unofficial Downton Abbey Cookbook" (qui l'originale)




90g di fiocchi d'avena
mezzo cucchiaino di sale
la punta di un cucchiaino di pepe nero
un cucchiaino di rosmarino tritato
la punta di un cucchiaino di aglio in polvere (omesso)
15 g di farina (per me: integrale)
mezzo cucchiaino scarso di lievito per torte salate
56 g di burro 
31 ml di latte intero (io: parzialmente scremato)



Mettere i fiocchi d'avena nel robot da cucina e usando la funzione pulse tritarli finemente.

Aggiungere sale, pepe, rosmarino, aglio, farina, lievito e il burro freddo a pezzi.
Utilizzando la funzione pulse amalgamare a scatti l'impasto senza lavorarlo troppo, finchè apparirà in grosse briciole.
Aggiungere il latte e far andare il robot per pochi secondi giusto il tempo che il tutto si raccolga a palla e
farla riposare in frigo avvolto nella pellicola.
Dopo una mezz'ora, riprendere l'impasto e staccarne delle porzioni grandi come una noce, appiattirle tra le mani e sistemarle su una teglia coperta con carta forno.
Cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 15-20 minuti finché risulteranno leggermente dorati ai bordi e nella parte sottostante.

Far raffreddare del tutto prima di servirli.



Note dell'Araba:


- da caldi sono morbidi, prendono la giusta consistenza raffreddandosi.



- durano un paio di giorni chiusi in una scatola di latta.

Vi auguro una buona giornata e vi ringrazio per i pensieri che mi avete lasciato: mi hanno davvero accarezzato il cuore.

Baci,
       Vale*


giovedì 29 novembre 2012

Crocchette di riso

L'emmetichallenge ti entra proprio nella testa!
Dopo aver scoperto la ricetta del mese e le rubriche che quei due vulcani di Alessandra e Daniela hanno inaugurato, leggere la ricetta delle crocchette di riso del mio adorato Artusi e pensare a loro è stato un attimo! E sì, perché il mio amico Pellegrino ha dedicato una bella sezione ai fritti, sezione che io ho sempre guardato da lontano, perché "io non friggo". O meglio, prima dell'MTC io non friggevo :) E alla fine, lunedì sera, con tanto di collaborazione e amiche a cena (ricordo che l'invito era volto a portare le mie amiche ad una taglia in più), tra un'arancina e l'altra ho fritto anche le sue crocchette. E chi mi ferma più, ora?

Sono, appunto, delle crocchette, in cui il riso viene condito ed amalgamato con un uovo, e l'uovo viene utilizzato per legare l'impanatura. Sono veloci da preparare, ma molto gustosi e la cottura del riso nel latte regala un sapore molto particolare. Oltre ad avere un fascino d'altri tempi :)

Artusi non specifica quale riso utilizzare, io volevo provare il Parboiled, che Stefania difende a spada tratta :D, ma poi ho pensato alla battaglia portata avanti da Mapi e allora mi sono buttata sull'originario, come consigliato da Roberta

Io passo la parola a Pellegrino:

da "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene",
Crocchette di riso semplici, ricetta n. 198

Latte, mezzo litro
Riso, grammi 100
Burro, grammi 20
Parmigiano grattato, grammi 20
Uova, n. 2

Cuocete molto sodo il riso nel latte, e a mezza cottura aggiungete il burro e salatelo. Levatelo dal fuoco, versateci il parmigiano e così a bollore scocciateci dentro un uovo mescolando subito per incorporarlo. Quando sarà ben diaccio prendetelo su a cucchiaiate ed involtatelo nel pangrattato dandogli forma cilindrica; con questa dose otterrete dodici crocchette. Frullate l'uovo rimasto, gettateci dentro le crocchette a una a una, involtatele di nuovo nel pangrattato e friggetele. Si possono servir sole; ma meglio accompagnate con altra qualità di fritto.

Che altro aggiungere, ha detto tutto lui! E lo dice così bene :)
Mi limito ad inserire qualche foto e a riferirvi che hanno riscosso molto successo a tavola!

Prima del bagno nell'olio:


 Dopo:





E insomma, credo che mi dedicherò alla sezione "fritto" con una certa assiduità :) con buona pace del mio girovita!

Buon week end!
                         Vale*

 

martedì 27 novembre 2012

Fritteria? Friggeria? Friggitoria?

Ecco il dubbio che ha assalito la mia amica e me dopo un pomeriggio ad arancinare :) Mentre tutto il mondo dei blog che ruota intorno all'MTC si chiede se si dica arancine o arancini, noi ci interrogavamo sul nome tecnico del luogo ove si frigge come se non ci fosse un domani. Da noi, si chiama semplicemente "il zizzone" e credo che abbiamo concluso così la diatriba linguistica (dovuta ai fumi dell'alcool, no dell'olio).
E sì, perché questo giro dell'MTC portava con sé la serata in compagnia: chi non frigge in compagnia o è un ladro o è una spia. Ah, non si dice così? Va be', io lo dico. Friggere quel ben di dio e non condividerlo era un peccato. E se poi tu lotti con la 44 e le tue amiche hanno la 40, capisci che tu non puoi dimagrire, ma puoi far ingrassare loro. Allora scatta l'invito a cena, con reclutamento di manodopera. (Vale diabolica)

Arancinare insieme è stato molto divertente, eravamo una perfetta catena di montaggio e la soddisfazione nel vederli fritti, dorati e bellissimi è stata enorme! Anche perché, udite udite, io non ho mai fritto nemmeno una patatina. Lo so, sono da fustigare, ma avevo l'ansia del fritto malriuscito, pieno di olio e molliccio. Invece, grazie ai trucchetti di MT e al sacro fuoco dell'MTC, è uscito tutto croccante e asciutto. Insomma: buonissimo. Ancora una volta il blog e l'MTC mi hanno aiutata ad imparare qualcosa di nuovo e a sperimentare per debellare i mie tabù. Direi che posso ritenermi soddisfatta. Anche se la via per far ingrassare le amiche è moolto lunga :)


Io seguito alla lettera il post di Roberta e vi consiglio di farlo se voleste preparare delle arancine: è dettagliatissimo!
Ho voluto preparare i ripieni originali, non avendo mai mangiato le vere arancine, ma avendo una vegetariana a cena, nella versione al sugo ho eliminato la carne :) Insomma, un originale un po' farlocco, ma a me è piaciuto moltissimo.
Qui faccio una sintesi del procedimento, ma rimando al post di Roberta che merita un nobel per la letteratura per quel post così preciso e ben fatto!

INGREDIENTI:

750 g riso originario
2 l brodo vegetale (carota, sedano, cipolla)
mezza cipolla
35 g burro
35 g parmigiano grattugiato
olio e.v.o e sale

INGREDIENTI  per 12 arancine con besciamella, cotto e scamorza

60 g prosciutto cotto in una sola fetta tagliata a dadini
90 g scamorza a dadini
una besciamella fatta con 150 ml latte, 15 g farina, 10 g burro, sale

INGREDIENTI per circa 20 arancine con piselli al sugo

150 ml polpa di pomodoro
carota, cipolla, sedano
100 g piselli
sale e olio

Per la LEGA:
350 g farina
700 ml acqua
sale

Per la PANATURA:

400 g circa pan grattato



Preparare un brodo vegetale con carota sedano e cipolla.

In un tegame far appassire la mezza cipolla tritata finemente con un giro d'olio, far tostare il riso, quindi bagnarlo con il brodo fino a quando il riso non sarà compatto e al dente. Immergere il tegame in un bagnomaria di acqua fredda e mantecarlo con burro e parmigiano. Quando sarà tiepido, versarlo in una teglia e, una volta freddo, coprirlo con l'alluminio e sistemare in frigo per una notte.



Per le arancine al burro:
preparare una besciamella non troppo soda e una volta fredda unirla ai dadini di scamorza e prosciutto.

Per le arancine al sugo:
Preparare un soffritto, versarvi la polpa di pomodoro e far cuocere, regolando di sale.
Far soffriggere un po' di cipolla in un giro d'olio e versarvi i piselli e poca acqua; lasciarli cuocere quindi unirli al sugo.

Preparare la lega:
mescolare acqua, farina e sale e lasciar riposare.


Preparare le arancine (Roberta lo spiega benissimo):
formare delle polpette tonde per le arancine al sugo e degli ovali per quelle bianche e lasciarle riposare mezz'ora. 
Riprenderle, bucarle con il pollice e allargarle, quando saranno tutte scavate, farcirle e richiuderle (e qui, sai le risate?!)
Riprendere la lega, mescolarla ed immergervi un'arancina per volta, lasciandole scolare un po' su un vassoio ed infine passarle nel pan grattato.



Friggere in olio profondo, immergendo pochi pezzi per volta.


Mangiare caldi, caldissimi: perciò le foto sono bruttine, mica potevo farli raffreddare :D


Non si vede il cuore filante, ma c'era, giuro :) Ho i testimoni!







Si era capito, lo so, ma con queste arancine partecipo all'MTC di Novembre:


Buon pomeriggio :)
Vale*

venerdì 3 agosto 2012

Crumble salato di zucchine e robiola


La desaparecida è tornata

Il mio blog è rimasto sospeso con quell’immagine dei gelati per troppo tempo, ma tra il caldo, qualche traduzione che mi tiene occupata e un piccolo viaggetto fuori porta, sono trascorsi diversi giorni e anche Agosto ha fatto capolino. Ancora mi meraviglio della velocità con cui passa il tempo –e non necessariamente quando ci si diverte! Quest’ultimo mese estivo lo passerò in spiaggia, a fare bagni di sole: saranno queste le mie vacanze in attesa di Settembre e di un nuovo inizio (è inutile, per me è Settembre il vero inizio dell’anno! Quasi quasi quest’anno lo festeggio, visto mai porti bene…)

Ok, vediamo di aggiungere una ricettina sfiziosa: l’ho vista su una rivista e mi ha subito tentata, poi sono andata al supermercato e vedo in offerta delle ciotoline quadrate come quelle della rivista. Ovviamente l’ho interpretato come un segno del destino: le ho comprate e sono corsa (letteralmente: subito dopo pranzo dovevo partire!) a preparare!


INGREDIENTI per 2 porzioni:
 
1 zucchina grande (200 g)
100 g robiola
2 cucchiaini semola
menta
timo
30 g farina
20 g corn flakes
20 g burro morbido

Grattugiare le zucchine lavate e spuntate con la grattugia a fori larghi, quindi lasciarle scolare un po'.
Mettere in una ciotola la semola e le foglie di menta tritate, unire le zucchine, mescolare, quindi aggiungere la robiola precedentemente schiacciata con una forchetta, il timo e salare.

Preparare il crumble: tritare i corn flakes (io li ho messi in un sacchetto e schiacciati con le mani) e unirli alla farina, aggiungere il burro morbido e intridere fino ad ottenere delle bricioline.
Trasferire il composto di zucchine  in due ciotoline unte leggermente, ricoprirle con il crumble e infornare a 180° per 25 minuti.

prima del forno:


 dopo:

Ottimo! Io l’ho mangiato come secondo, ma si presenta benissimo anche come antipasto. La delicatezza delle zucchine che contrasta con il gusto forte e leggermente acidulo della robiola mi manda in visibilio, così come la farcitura morbida sotto il guscio croccante: che volete fare, io amo i contrasti (sarà che sono bipolare?).
 Vi auguro un ottimo week end e delle buone vacanze: oramai saranno iniziate per molte di voi!
Baci,
Vale*

lunedì 2 luglio 2012

Uova ripiene contro la banalità

Lo so che il titolo dà la misura dello stato di follia in cui verso (ormai da tempo!)
Ma credo che accada a tutti che il gesto più comune e insignificante, un giorno, ci apra un mondo di riflessioni. O di polemiche, come nel mio caso.
Guardavo le foto di queste uova (io oramai fotografo pure le fette di pane comprato, devo esercitarmi, vero Mary?) e ho pensato: "queste non le pubblico, sono banali". Poi ho pensato che io ultimamente sono circondata da un mare di banalità, di frasi trite e ritrite che mi vengono rivolte continuamente. Ovvio che se sono in coda alle poste e attacco bottone con i presenti, si chiacchiera del più e del meno, farcendo il più e il meno di tanti luoghi comuni.
Ma quando parlo con qualcuno che mi è vicino, emotivamente vicino, non accetto la sfilza di ovvietà che mi rifila. Sono stanca di ascoltare le certezze granitiche di chi non si è mai trovato di fronte a un bivio, a un Problema, ad un mondo che va in frantumi. Ma che sa benissimo cosa farebbe/direbbe/penserebbe se fosse al posto tuo. Che parla per "esperienza diretta", laddove con "diretta" intende che è successo al cugino dell'amico del fratello del vicino di casa. O che può capirti, quando gli dici che ti è successo 10 perché a lei è capitato 1, ma tanto è lo stesso, no? No.
O chi mi propina soluzioni quantomeno "originali", che prevedono il sovvertimento totale della mia vita fino ad oggi. Non ci sarebbe nulla di sbagliato, se quella stessa persona avesse almeno accettato di cambiare marca di latte negli ultimi 10 anni.
Per non parlare di chi mi dice sempre e solo "stai tranquilla" e poi va in paranoia per due giorni senza ADSL.
E so benissimo di essere banale anch'io. Ma ho il buonsenso di riconoscere che di verità non ce n'è una sola, nè tantomeno si trova nella mia tasca.

Insomma,  ho voluto dare almeno una connotazione positiva alla banalità, sperando che funga da antidoto e me ne tenga lontana per un po'.

E siccome non sono un'ingrata, sono felice di avere un'amica di penna spuntata dai commenti di questo blog-muro del pianto, che ha sempre una parola intelligente per me. Una persona che sa uscire dagli schemi, che sa cosa sia l'esperienza diretta :) Grazie!


Le ricette vengono entrambe dal solito Pellegrino, che non si vedeva da un po' su questi schermi.
















INGREDIENTI per la versione I (n. 143)

2 uova
1 acciuga
poco prezzemolo
pochissima cipolla
burro q.b. per amalgamare (io ho sato l'olio d'oliva)

Far rassodare le uova mettendole in un pentolina ricoperte d'acqua fredda e farle bollire per 8 minuti. Scolarle e quando saranno fredde sgusciarle e tagliarle a metà, nel senso della lunghezza ed estrarne i rossi. Schiacciare i tuorli con una forchetta, unirvi l'acciuga, il prezzemolo e la cipolla tritati ed impastare il tutto con la lama di un coltello, aggiungendo tanto olio quanto serve per impastare.
Colmate i vuoti lasciati dai rossi (che poesia!) e conditele con olio, aceto, sale e pepe.



INGREDIENTI per la versione II (n. 144)














6 uova
30 g burro (io olio)
20 g mollica di pane
2 cucchiai di parmigiano
un pugno di funghi secchi (io sottolio, quelli avevo!)
qualche foglia di prezzemolo

Rassodare le uova e svuotarle (come prima). Bagnare la mollica con un po' di latte, farla ammorbidire, strizzarla e unirla agli altri ingredienti (se si usano funghi secchi, farli rinvenire in un po' d'acqua). Tritare tutto: io avevo iniziato con il coltello, ma rimaneva troppo grumoso, perciò poi ho dato qualche colpo di mixer ;)
Colmare i vuoti con la farcitura, ne avanzerà un po': spalmatela sul pane ;) Se preferite, tagliate le metà in spicchi.
Se preparate il giorno prima, sono ancora più buone.




Ok, due ricette semplici semplici, ma assolutamente gustose, soprattutto la variante numero II, testata sulla nipotanza dai 2 ai 13 anni!
E poi la semplicità non è necessariamente un male: voi non vorreste che fosse tutto più semplice?
Io sì.
Baci,
        Vale-polemica*

p.s. mi pare evidente che con la fotografia dovrò esercitarmi ancora a lungo. :)

giovedì 21 giugno 2012

Terrina di mollica alla mediterranea

Buongiorno ragazze!
Come state? Io fusa: il caldo è esploso ed io non sono pronta! Anticipo ogni giorno la corsetta mattutina: alle 6.30 oggi c'erano già 28°! Di questo passo inizierò a correre in notturna!
Per fortuna il ginocchio non mi dà più problemi, anche se devo ammettere che fino a pochi giorni fa avvertivo ancora un po' di risentimento dopo l'allenamento. Insomma, è stata dura ma ce l'ho fatta! Vale pasticciona che si lancia allo sbaraglio!
Tutto sommato, però, conservo ancora una parte molto pigra che mi porta ad abbandonarmi sul divano a vedere la tv, soprattutto da quando ho scoperto "real time". E la ricetta di oggi l'ho rubata ad Alessandro Borghese, che mi piace tantissimo: è allegro, simpatico, molto "swing". E poi canta sempre e dà ricette molto "a occhio": non posso non adorarlo!

Io l'ho riadattata in base alle presenze nel mio frigo:





INGREDIENTI per una terrina di 20 cm

4 fette di pane
2 pomodori lunghi tagliati a rondelle
2 cucchiai di capperi
2 cucchiai di olive nere
4 acciughe
40/50 g di scamorza affumicata tagliata a scaglie
qualche foglia di menta

Frullare il pane con le foglie di menta e disporre la metà delle briciole sulla base della teglia leggermente unta d'olio. Adagiarvi sopra la metà degli ingredienti, quindi: rondelle di pomodoro, capperi, olive a pezzetti, 2 acciughe e le scaglie di scamorza.

Spolverare con le briciole rimaste (lasciandone da parte un paio di cucchiai) e proseguire con la farcitura, quindi chiudere con i due cucchiai di pane rimasti e schiacciare con le mani, spruzzarlo di olio d'oliva. (lo spray per l'olio è una figata pazzesca :D si usa pochissimo olio e si riesce ad ungere in modo uniforme! Grazie Ale del regalo ;) )

Infornare a 200° per 20 minuti.



Io solo a rivedere la scamorza che fila correrei a riprepararla! La crosticina di pane contrasta con l'umido dell'interno e si crea un mix che a me fa impazzire! Il ripieno di acciughe e capperi è ovviamente molto saporito, ma secondo me si presta benissimo a tantissime altre farciture!
Buonissimo, sia caldo che freddo, quindi si presta benissimo ad essere preparato in vaschette monoporzione da portare al mare ;) Lo so, ogni estate io mi concentro su ricette da borsa frigo, nonostante io viva a 2 minuti di bicicletta dal mare! Ma quando io prendo possesso del lettino, nulla è in grado di schiodarmi prima delle 7 di sera!
Alessandro lo serviva in cucchiaini monoporzione da finger food, ed effettivamente come antipasto rende bene, ma per noi è stato un ottimo piatto unico da cena! Inoltre permette di usare il pane raffermo, che altrimenti andrebbe sprecato: che vogliamo di più? :)
Io ora vado a preparare pranzo (non pranzo alle 11 eh, solo che poi devo uscire): una ricetta per uno dei contest a cui sono più affezionata. In questi giorni per una serie di ragioni ero un po' demotivata, non avevo voglia neanche di bollirmi un uovo, di aggiornare il blog, ma poi ho pensato che fosse un peccato per me abbandonare tutto: questo blog mi offre tantissimi spunti, soprattutto umani :), e allora... devo sbrigarmi prima che scadano :D
Un bacione!
                   Vale*

venerdì 18 maggio 2012

Patburgers

Grazie ragazze, per tutti i complimenti e i discorsi dell'ultimo post! Grazie davvero! Proposte di adozione a distanza non ne sono arrivate, forse perché avevo dimenticato di specificare: "1000 € trattabili".
Io in questo momento sono seduta sul letto con una tazza di tè in una mano: è tornato l'inverno! Il mio progetto di spalmarmi al sole con una pila di libri è rimandato a data da definire. La pila di libri è l'unica costante invariata! Ho terminato "The particular sadness of lemon cake": qualcuno di voi mi aveva consigliato la Bender e ammetto che mi ha rapita: è coinvolgente, poetica, molto fantasiosa. Gli strani poteri posseduti dai personaggi secondo me sono meno improbabili di quanto sembrino: Rose percepisce i sentimenti di chi ha preparato il cibo che mangia. In fondo questa cos'è, se non l'empatia che proviamo tutti quando non siamo presi da noi stessi, quando siamo particolarmente sensibili o ricettivi?
Insomma, davvero un bel libro! Altri consigli?
Io aspetto i vostri suggerimenti in fatto di libri, ma permettetemi di consigliarvi questi burgers: buonissimi! Io li ho mangiati per cena, ma ne ho preparato anche uno mignon: perfetto da buffet o da aperitivo! (La dueenne guardando il mignon esclamava: torta! torta! O lei è un po' confusa o io ho il dono del trompe l'oeil e non lo sapevo!)


Da "Cucina no problem", giugno 2006 (la rivista li chiama "hamburgers di patate", ma l'ham non c'è e io mi sentivo creativa :D)

INGREDIENTI per 4 burgers grandi e 2 piccoli

750 g patate (peso da crude)
1 tuorlo o 1 albume
1 cucchiaio di pangrattato
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
sale
noce moscata

Per la panatura:

5/6 cucchiai di pane grattato
1 cucchiaio di semi di sesamo

Per la farcitura:

5/6 fette di prosciutto cotto
100 g di stracchino (o robiola, o philadelphia: quello che vi piace insomma, meglio se spalmabile)


Lessare le patate, sbucciarle e schiacciarle. Unire il tuorlo (o l'albume), il sale, il pangrattato, il parmigiano ed una spolverata di noce moscata. Amalgamare bene: ne risulterà un composto lavorabile a mano.
Formare i burgers, a mano o versando l'impasto in un coppapasta rotondo (55 g per quello da 8 cm e 15 g per quello da 4 cm sono le proporzioni ideali per mangiare tutto in un sol boccone: i miei erano leggermente fuori misura!).
Panare i burgers nel misto di pane&sesamo, sistemarli su carta forno, spruzzarli d'olio e cuocerli a 200° per 20 minuti (10 per quelli piccoli), rigirandoli a metà cottura.
Sfornare i burgers, spalmare con lo stracchino precedentemente lavorato con una forchetta e ripassarli nel forno ancora caldo (anche spento) per una ventina di secondi, il tempo di far sciogliere il formaggio; adagiarvi il prosciutto e coprire.
Servire con un'insalatina (che ci dà l'idea di consumare un pasto sano).



Ed il mini patburger per la big Principessa di casa (che però ha un nome da Regina):


Solo rivedendoli mi torna l'appetito!
L'impasto si può arricchire con un cucchiaio di frutta secca tritata: io non ne avevo in casa, ma secondo me ci sta davvero bene! Non so se sia un secondo, un piatto unico, una porcheria :) ma so che è davvero sfizioso!
Vi auguro un buon week end!
Alla (settimana) prossima,
                                       Vale*

mercoledì 16 maggio 2012

Coppia di budini salati...

... Anche tu? Direte voi. Ebbene sì! Questo mese ho deciso di iniziare a partecipare all'MTC! In realtà c'avevo fatto un pensierino il mese scorso, ma mi sono decisa quando ormai il tempo per iscriversi era scaduto. Il mese scorso, però, la ricetta in questione era un dolce, adesso un budino salato. Mai preparato né pensato di prepararlo. Allora ho capito che dovevo proprio partecipare. Più di una volta vi ho raccontato che per me questo blog è un'occasione per raccogliere degli spunti, delle iniziative, dei suggerimenti. Tutto questo serve per darmi nuovi stimoli. Forse non è facile da comprendere, o forse sono io che sono un caso patologico, ma alle volte ho la sensazione che tutto questo tempo che ho, mio malgrado, a disposizione mi faccia atrofizzare il cervello! So che molte di voi mi ucciderebbero perché, loro malgrado, non riescono a ritagliarsi del tempo :) che vogliamo fare, chi troppo chi niente :) (Ma se volete un'assistente personale o una governante o semplicemente volete adottarmi a distanza e spedirmi 1000€ al mese non esitate a contattarmi :D)
Insomma, per farla breve: per me questo MTC è una sfida nella sfida, ma con tutta l'atmosfera e la rilassatezza di un gioco. Ogni tanto ho bisogno di darmi dei 'compiti': sono la Professoressa di me stessa! E sono molto severa!
Inoltre, sempre perché non bisogna lasciarsi andare, da domani avrò anche un piccolo impegno: nessun lavoro in vista, ma è un impegno molto nelle mie corde! No, dopo la corsa non ho deciso di darmi alla lotta greco-romana. Non ora almeno.

Veduta aerea delle mie creazioni (che nella mia mente si presentavano molto più scenografiche!):

Per entrambe le preparazioni ho utilizzato la ricetta di Acquolina (qui), dimezzando le dosi


Budino di carote con pancetta al curry e salsa allo yogurt

250 g di carote
  50 ml di panna fresca
1 uovo
15 g di parmigiano grattugiato
un pizzico di noce moscata
sale

2 fettine di pancetta
1 cucchiaino di curry
la punta di un cucchiaino di cannella

Per la salsa:

2 cucchiai di yogurt bianco
qualche goccia di succo di limone
sale

Ho cotto le carote a vapore, quindi le ho frullate con l'uovo, la panna, il parmigiano e la noce moscata. Ho versato il composto ottenuto in 2 stampini imburrati e infornato in una teglia con due dita d'acqua calda a 180° per 45 minuti.
Intanto ho preparato la salsa mescolando lo yogurt con il succo di limone e il sale e quando ho sformato i budini ho rosolato la pancetta in una teglia antiaderente senza condimenti (si friggerà da sola con tuto il suo grasso: per un'alimentazione sana rivolgersi altrove)  e appena tolta l'ho spolverizzata di un cannella e curry.

Il colore di questo budino mi piace tanto: poi in vista dell'estate il betacarotene non è mai abbastanza :) La delicatezza della carota e la pancetta leggermente croccante e piccante creavano un contrasto piacevole, con la salsa allo yogurt che rinfrescava il tutto.

Budino di fagiolini con giardiniera ed olio alla menta:

250 g di fagiolini lessi
1 uovo
50 ml panna
15 g parmigiano grattugiato
sale
qualche fogliolina di timo

Per la giardiniera:

ho usato la mia (qui)

Per l'olio alla menta:

ho lasciato insaporire 4 foglie di menta in qualche cucchiaio d'olio d'oliva

Ho frullato i fagiolini lessati con la panna, l'uovo, il parmigiano, il timo e il sale e versato in 2 stampini imburrati e cotto a bagnomaria a 180° per 40 minuti.
Ho tentato di sistemare la giardiniera dentro il coppapasta, ma è evasa!
Ho tagliato una fetta di pane a bastoncini, li ho tostati in una padella antiaderente e li ho spennellati con l'olio alla menta.

 Questo era davvero fresco: il timo nel budino, l'olio alla menta e l'agrodolce della giardiniera davano proprio la sensazione di estate! Un crescendo di sapori che ha convinto anche il mio severissimo giudice: mia madre. E poi il fagiolino chiama la menta, e la menta è una delle poche piante che cresce rigogliosa nel mio balcone:

Lo so, il nano è kitsch, ma la dueenne di casa (non sono io, eh!) è in piena fase gnomeo e biancaneve :D

















Il verde è più fotogenico, non trovate?




































Non sono le ricette del secolo, eh!, però mi è piaciuto concentrarmi a pensare agli abbinamenti e per una volta non limitarmi a copiare :)
E ho scoperto che il budino è buono, veloce da realizzare e fa davvero scena servito come antipasto (se impiattato meglio di come faccio io!).
Ora vado: sto cercando di essere più sintetica, si nota? :D
A presto
             Vale*

Con questa ricetta partecipo (spero) all'MTC