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giovedì 27 aprile 2017

Il mio Reiz Kugel per il club del 27

Come potevo resistere al fascino del "Club del 27"? Nato dalla mente geniale di Ale, sempre lei, si ripropone di riprendere le ricette del "tema del mese" dell'MTC. E sì, questo blog ruota intorno all'MTC e non potrei esserne più felice! Il tema del mese approfondisce ogni mese la ricetta vincitrice, proponendo ricette che vi si avvicinano, per similitudine di preparazione, per origine o per ingrediente. La Redazione stila a tempo di record una lista di ricette e allo stesso tempo di record alcune fedelissimi le preparano, conquistando tutta la mia stima! E allora diamo a loro il giusto merito :)

La sfida di questo Aprile 2017 era sul sartù e il Club del 27 ha ripreso le ricette del tema del mese dell'MTC numero 41, quello sul riso (qui).  Io ho scelto un Reiz Kugel (qui l'originale), proposto da Simonetta Nepi, del blog glufri.

Amo il riso ma non lo avevo mai mangiato in versione dolce. Cosa mi ero persa!!! 
Questo riso al latte di origine askenazita mi ha conquistata: buonissimo caldo, una vera e propria goduria freddo di frigo! Simonetta spiega che raffredandosi, diventa una sorta di torta. La maglia nel mio caso non si è verificata, ma, come dire, chi se ne frega :) Era talmente tanto buono così... Forse avrei dovuto cuocerlo di più, aspettare che il riso si disintegrasse e potesse, da freddo, assumere una consistenza da torta, in ogni caso diventa più denso. Ripeto, però, che non mi sono sentita affatto delusa. 
Io da freddo l'ho accompagnato con una "finta coulis" di fragole al Porto.

"Kugel" in tedesco significa sfera, per questo ho scelto questi stampini :D


La tesserata numero 88 partecipa al "Club del 27" per il mese di Aprile, dedicato a Sua Maestà il Riso! E grazie Mai per il bellissimo banner :)




Riporto la ricetta presa da Simonetta, per circa 10 stampi a semisfera da 6 cm:

Questo è un riso al latte magico, diventa da solo una torta e si dovrebbe mangiar con frutti di bosco, o marmellate di mele: siamo in area mittekeuropea quindi l’acido si abbina sempre un po’ con tutto.
Ingredienti
  • 125 g di riso a grano tondo (tipo Arborio, per me "Milchreis", specifico per queste preparazioni)
  • 800 ml di latte
  • 125 g di zucchero
  • 2-3 gocce di essenza di vaniglia (io ho usato  direttamente 125 g di zucchero che conservo in un barattole con delle bacche di vaniglia)
  • 3 tuorli d'uovo (per me grandi)
Bollite il riso per 5 minuti in abbondante acqua salata e scolatelo.
Portate a ebollizione il latte e versateci il riso, poi abbassate il fuoco al minimo, mescolate di tanto in tanto e fate cuocere per 30 minuti.
Aggiungete lo zucchero e la vaniglia e cuocete altri 5 minuti sino a che il riso sia tenero.
Montate i tuorli d'uovo con un po' del latte in cui si cuoce il riso e versateli nella pentola con il riso. La temperatura delle essere bassa, altrimenti l'uovo di rassoda, mescolate costantemente sino a che il latte assume la consistenza di una crema, una natilla.
Si serve caldo o freddo: caldo è come una crema con il riso abbastanza sgranato, freddo assume la consistenza di una torta.
Io l'ho lasciato raffreddare in due contenitori piuttosto ampi, poi l'ho versato negli stampini a semisfera e li ho sformati con facilità.
Per la finta coulis di fragole al vino Porto, in microonde:
1 manciata di fragole
1 cucchiaio di vino Porto

Pulire e mondare le fragole, sistemarle in un contenitore adatto al microonde e cuocerle per 2 minuti a 600 watt. Schiacciarle con una forchetta (se non sono abbastanza morbide, cuocere ancora, 30 secondi alla volta) e aggiungere il Porto. Il composto è caldissimo, quindi l'acool evapora e resta solo il profumo.
Qui da caldo: 

Qui da freddo:




Andiamo a vedere qui le meraviglie del Club!


mercoledì 26 aprile 2017

Sartù di riso allo zafferano con funghi e piselli per MTC

Come si fa a rinunciare all'MTC? Ogni mese tentenno ma poi la curiosità di provare ricette nuove, alle quali non mi avvicinerei senza la guida del giudice del mese, prende il sopravvento. Complice qualche giorno di ferie in Italia, dove ho potuto comprare il riso Carnaroli e uno stampo adatto, mi sono cimentata con gioia e terrore nel sartù e l'ho fissato dieci minuti buoni quando è uscito integro dallo stampo.
Io ho optato per un sartù in bianco partendo da un risotto allo zafferano. Marina qui ci illustra e spiega i passaggi in maniera precissima, mentre la Redazione dell'MTC ha preparato diversi articoli illuminanti (questo e questo per me sono stai preziosissimi). Insomma, con cotanti maestri, la preparazione è stata decisamente "facilitata".

La scelta per me ricade sempre su sapori familiari, ma oramai ho capito che quando cucino cerco i sapori di casa (funghi e piselli per condire tagliatelle fresche: il pranzo della domenica!) e li declino con quello che mi circonda (il gouda, i pistilli di zafferano presi dai turchi). Ammetto che, oltre famiglia e amici, a mancarmi dell'Italia sono i prodotti freschi: verdure saporite, determinati formaggi e olii, la passata di pomodoro fatta in casa...

Non saprei quali sono i criteri per giudicare la buona riuscità di un sartù, ad eccezione del sapore: il mio mi ha convinta, soprattutto oggi che (orrore!) l'ho mangiato riscaldato, perché aveva guadagnato di intensità. Avrei anche dovuto usare pezzetti più piccoli per polpette, formaggio e pancetta: ho scritto 1 cm, ma io ho abbondato. Temo fosse un po' sbilanciato: troppo riso o poco condimento? Aspetto il parere delle esperte :) e ringrazio ancora Marina per averci spianato la strada verso un piatto così interessante. Ovviamente oggi in pausa pranzo ho dovuto spiegare cosa fosse il sartù a mezzo ufficio :D

Con questi dosi è avanzato un po' di riso e un po' di ripieno, io ho mischiato tutto e cotto in uno stampo da torta da 10 cm di diametro. 


Con il mio sartù allo zafferano con funghi e piselli partecipo all'MTC di Aprile 2017




Per uno stampo alto 16 cm e largo 12 cm

450 g di riso carnaroli
pistilli di zafferano
4 uova grandi
45 g di parmigiano reggiano gratuggiato
sale q. b.
1 cipolla piccola tagliata a pezzi molto piccoli
5/6 cucchiai di olio extra vergine di oliva

burro e pan grattato per la finitura

Per le polpettine

1 salsiccia di maiale (80 g)

100 g di macinato misto di maiale e vitello
mezzo panino di segale
1 albume
prezzemolo q. b.
1 spicchio d'aglio schiacciato
sale e pepe
farina per infarinare

Per il ripieno

150 g di speck da tagliare a cubetti di circa 1 cm

1 cipolla a fettine sottili (ma sarebbe stato meglio a pezzi piccoli)
20 g di porcini secchi
80 g di piselli congelati e fatti scongelare
100 g di gouda di media stagionatura
sale e pepe

Per la besciamella ai funghi

300 ml di acqua di ammollo dei porcini secchi
200 ml di panna fresca
50 g di burro
2 cucchiai di farina
sale e pepe



Preparare le polpettine: ammollare il pane in poca acqua, strizzarlo e amalgamarlo al resto degli ingredienti. Far riposare mezz'ora circa quindi formare delle polpettine: più saranno piccole, più ne entreranno :) Infarinarle e friggerle rapidamente in olio d'oliva. Scolarle e adagiarle su carta assorbente.

Preparare il ripieno: far rinvenire i funghi in una tazza di acqua bollente per almeno 1 ora, ma anche una mezza giornata ;) Scolarli e tagliarli a pezzi. Non buttare l'acqua!
Scaldare una padella e rosolarvi la pancetta a fiamma medip-basso per 7/8 minuti, rimuoverla e aggiungere alla padella un paio di cucchiai di olio. Farvi appassire la cipolla, unire i piselli e dopo cinque minuti i funghi. Cuocere altri 5 minuti, unire la pancetta e togliere dal fuoco dopo un paio di minuti. Regolare di sale e pepe.

Tagliare il formaggio a cubetti di circa 1 cm di lato.



Preparare il risotto: mettere i pistilli in infusione con una tazza di  acqua bollente per alcune ore. Al momento di preparare il risotto, scaldarla nuovamente, scioglierci un cucchiaino di sale, e tenere a portata di mano altra acqua bollente.
In una padellina a parte, scaldare un cucchiaio di olio extra vergine d'oliva e far appassire la cipolla per una decina di minuti, a calore dolcissimo. Tenere da parte.
Scaldare due cucchiai di olio di oliva in una padella ampia e tostarvi il riso a fiamma medio-alta mescolando, fino a quando il cucchiaio non avrà difficoltà a grattare il fondo. A questo punto abbassare la fiamma, unire la cipolla appassita e la tazza di acqua con lo zafferano. Mescolare e aggiungere acqua bollente mano a mano, poca per volta, soprattutto verso la fine della cottura.
Cuocere il risotto al dente (per me 13 minuti), toglierlo dal fuoco e lasciarlo riposare qualche minuto, dopodiché versarlo in un'ampia ciotola. Assaggiare, unire il parmigiano e regolare eventualmente la sapidità, quindi aggiungere due cucchiai di olio e infine un uovo alla volta. Mescolare bene.



Assemblare il sartù: imburrare accuratamente lo stampo e cospargerlo di pan grattato. Coprire il fondo e le pareti dello stampo (fino alla metà) con uno strato di riso alto 1 cm. Versare il ripieno, le polpettine e il formaggio, quindi ricoprire con altro riso e proseguire allo stesso modo per l'altra metà dello stampo. Io in un primo momento avevo dimenticato questo secondo strato, che è risultato perciò molto più basso del primo.
Coprire il sartù con uno strato di riso di 1 cm, livellarlo, cospargerlo con pan grattato e qualche fiocchetto di burro.
Cuocere in forno caldo a 180° per circa 40 minuti o fino a quando le pareti non saranno visibilmente staccate dallo stampo.
Tolto dal forno, lasciarlo almeno 15 minuti a temperatura ambiente e infne capovolgerlo sul piatto da portata. Ammirarlo :D


Preparare la besciamella ai funghi: sciogliere il burro in un pentolino dal fondo spesso, a fiamma dolce. Unire la farina setacciata e mescolare costantemente fino a che il composto (il roux) non avrà un bel colore dorato. Mescolare in una brocca l'acqua dove sono stati rinvenuti i funghi e aggiungere la panna fino ad avere 500 ml di liquido. Versarlo poco alla volta nel pentolino, mescolando continuamente. Portare a bollore mescolando spesso e togliere dal fuoco quando il composto sarà addensato (raffrendandosi si addenserà ulteriormente). Regolare di sale e di pepe. Servire caldo insieme al sartù.











domenica 25 ottobre 2015

Pollo ripieno di broccoli e salsiccia con contorno di riso pilaf

Incredibile, secondo post per l'MTC! Un evento, praticamente. Sono quasi due anni che partecipo a stento con una proposta. Ma la Patty ha toccato le corde giuste. Sarà la voglia di cucinare in senso stretto, sarà l'entusiasmo nell'imparare, ma io ero gasatissima all'idea di disossare ancora e vedere se avevo davvero rotto il ghiaccio con una roba così tecnica o se l'altra volta era stato un puro caso. Confesso che, se l'operazione di disossamento è stata meno confusa e difficoltosa, sul cucito ho fallito di nuovo: il pollo si è scucito, con mio grande sconforto. Patty, come devono essere sti punti? Lenti, stretti, ravvicinati, distanti? Ti prego, illuminami! Io, comunque, disosserò ancora, fino a quando il risultato non sarà "alla Patty".

Ero talmente concentrata sulla questione tecnica, che non riuscivo a pensare ad un ripieno. Ho chiesto aiuto al Portoghese, che mi ha risposto: "Amore, fallo come l'altra volta, era buonissimo!". Poco utile, ma molto incoraggiante! Poi ha buttato lì: "mettici i broccoli!" ed io ho pensato alle orecchiette con broccoli e salsiccia che lui ha scoperto grazie a madre e allora.... Pollo ripieno di broccoli e salsiccia sia! Ho cotto i broccoli esattamente come fa mia madre quando prepara le orecchiette, riducendo però il tutto in purea alla fine. E il contorno? Qualcosa che io ho imparato ad apprezzare con lui, ill riso in bianco da accompagnamento, e ammetto che mi ha soddisfatta: accompagna senza prevalere e, avendolo cotto nel brodo di pollo, riprende in pieno il sapore.

Rimando ai due post di Patty (qui qui) e all'infografica della Dani (qui). 
Per il riso pilaf ho seguito le indicazioni fornite da Acquaviva durante il "suo MTC" (qui) (ecco un'altra ricetta che, una volta scoperta, non ho mai abbandonato).










Ingredienti:

1 pollo intero 

Per la farcitura:


1 broccolo di circa 500 g
200 g di salsiccia tedesca
3 spicchi di aglio
sale & pepe di mulinello
un pizzico di noce moscata

Per la cottura:


6 cucchiai di olio extra vergine d'oliva

fiocchetti di burro (40 g circa)
2 cipolle
1 carota
timo & rosmarino
sale & pepe di mulinello


Per il riso pilaf:


100 g di riso turco Sari Sivri

200 g di brodo di pollo bollente
30 g di burro
sale & pepe di mulinello


Per il brodo di pollo in pentola a pressione:


scarti del pollo (carcassa, ossa, ali)

2 carote, sbucciate e tagliate a pezzi di circa 4 cm
1 pezzo di sedano, pulito e tagliato a pezzi di circa 4 cm
un cucchiaino di pepe nero in grani

3 chiodi di garofano


Per la salsa gravy:

succo di cottura del pollo
275 ml di brodo di pollo
30 g di burro

1 cucchiaio di farina
sale & pepe di mulinello

Iniziamo con la disossatura. Patty la spiega benissimo e la Dani ha preparato un'iconografia utilissima. Io ho stampato tutto e appiccicato sul muro, per controllare durante l'esecuzione.

  1. Prendete il vostro busto di pollo eviscerato, pulito e fiammato per eliminare eventuali residui di piume. Rinfreschiamo subito un po' di anatomia andando a lussare entrambe le cosce. Con il busto del pollo dritto di fronte a voi, dovrete infilare il pollice della mano sinistra (se non siete mancini) nella cavità intestinale fino a toccare l'articolazione dell'anca. Con l'altra mano tirate indietro la coscia rompendo l'articolazione. Il femore deve uscire dalla cavità dell'anca. Fate la stessa cosa con l'altra coscia. 
  2. Dovete togliere la forcella dello sterno. E' una delle operazioni più delicate: ruotate il pollo sempre in posizione supina, con il petto verso di voi. Spingete indietro delicatamente la pelle della cavità del collo. Toccate la polpa del petto intorno alla cavità e potrete percepire la forcella. Incidetela con la punta del coltello.
  3. Con il coltello raschiate la carne intorno alla forcella in modo da farla apparire, quindi con delicatezza recidetela al vertice con il trinciapollo, facendo attenzione a non bucare la pelle. 
  4. La forcella è libera anche se l'osso lungo è ancora all'interno e verrà eliminato successivamente.
  5. Adesso ruotate nuovamente il pollo e mettetelo con il petto a contatto con il tagliere. Tenetelo   schiacciato con una mano ed incidete nel centro della spina dorsale scendendo dal collo alla coda. Qui troverete resistenza all'inizio ma poi proseguendo sarà molto più agile. Aprite quindi il pollo a libro. Via via che procedete nel lavoro, asciugatevi bene le mani cercando di averle sempre prive di grasso che inevitabilmente potrebbe rilasciare il volatile. Il coltello deve essere sempre ben fermo nella vostra mano. 
  6. Procedendo dall'alto verso il basso e dalla colonna verso l'interno, fate scorrere la lama del coltello appoggiandola alla cassa toracica ed incidendo in profondità, cercando i raschiare bene la polpa dalle costole. Procedete con calma da una parte e poi dall'altra. 
  7. A questo punto avrete quasi terminato la parte più difficile. La gabbia toracica sarà quasi completamente staccata dal petto. Resterà lo sterno che potrete sollevare e staccare dal basso verso l'alto. Una volta inciso nella lunghezza, si staccherà completamente il resto dell'ossatura. Toccate il bordo del petto all'altezza del collo ed eliminate la parte lunga della forcella sempre incidendo con la punta del coltello. Tenete la carcassa da parte
  8. Adesso grattate via la polpa dalle ossa delle anche e staccate l'osso dalla giuntura della coscia con il trinciapollo. L'osso lungo della coscia sarà invece lasciato al suo posto per mantenere una bella forma finale. 
  9. Tagliate con il trinciapollo le ali all'altezza dell'articolazione. Quindi rimuovete il resto dell'ala in corrispondenza delle giunture. Spingete con il dito la pelle dell'ala all'interno della cavità che si sarà formata dopo l'eliminazione dell'osso.  
  10. Il vostro pollo è disossato. Palpate con le mani la carne di tutta la superficie per sentire se qualche piccola scheggia di osso sia rimasta ed eventualmente eliminatela. Procedete a stendere il ripieno con cura. 
  11. Sollevate i lati del volatile per richiuderlo, fate coinciderei lembi di pelle con grazia e procedete alla cucitura. Cominciate dal collo e scendete cucendo senza tirare troppo la pelle perché con la cottura, tenderà a gonfiarsi e ritirarsi con il rischio di spaccarsi e rovinare tutto il vostro paziente lavoro. Potete usare filo da cucina o filo di seta a vostro piacere. 
  12. Legate le cosce per mantenere la forma in cottura.






Arrivati al punto 10, possiamo riempire il pollo.


Per la farcitura: tagliare il broccolo in pezzi non troppo grandi, separando le cime e dividendo quelle più grandi. Io personalmente utilizzo anche il tronco (l'ho imparato da Martha Stewart!): rimuovo le parti legnose e nodose e taglio a fettine di circa mezzo cm, in modo che cuociano bene nello stesso tempo delle cime.
Sciacquare i pezzi e metterli in un contenitore adatto al microonde, coprire con della pellicola idonea (non serve aggiungere acqua), fare dei buchi con uno stuzzicadente e porre nel microonde per 10 minuti a 800 watt. 
Intanto in una padella far scaldare a fuoco medio 3 cucchiai di olio extra vergine e 1 cucchiaino di olio piccante e poi unire gli spicchi d'aglio, lasciarli soffriggere qualche minuti e aggiungere i pezzi di broccolo appena tolti dal microonde. Salare e cuocere a fuoco medio per circa 10 minuti. 
Frullare tutto, inclusi gli spicchi d'aglio e far raffreddare.
Spellare le salsicce e schiacciarle bene, aggiungere la purea di broccolo fredda, sale, pepe e una grattugiata di noce moscata. Amalgamare bene e spalmare sul pollo, precedentemente cosparso di sale e pepe.
Passare al punto 11.
Avvolgere il pollo, riempito e cucito, su un foglio inumidito di carta forno, quindi in un foglio di alluminio. Chiudere a caramella, aiutandosi con uno spago e lasciar riposare in frigo (io una notte).



Al momento di infornare: rimuovere il pollo dal frigo 1 ora prima e farlo tornare a temperatura ambiente. Pesarlo e calcolare 1 ora di cottura per ogni kg di pollo farcito. Versare nella teglia: 6 cucchiai di olio, carota e cipolle affettate sottili, timo e rosmarino. Adagiare il pollo, cosparso di sale, pepe e fiocchetti di burro. Cuocere a 180°, in forno statico, per circa 1 ora e 40 (il mio pesava 1,4 kg), girandolo un paio di volte durante la cottura (aiutandovi con dei cucchiai o delle palette, per non bucare la pelle).
Ogni 10 minuti spennellare il pollo con i succhi rilasciati.
Il pollo sarà pronto quando, premendolo con un cucchiaio, rilascerà dei succhi chiari e non rosati.


Per il brodo di pollo in pentola a pressione: versare tutti gli ingredienti nella pentola, ricoprire di acqua (io circa 3,5 litri) e portare a bollore, schiumando le impurità che risaliranno. A questo punto, chiudere con il coperchio e, dal fischio, calcolare 50 minuti di cottura. Spegnere, far raffreddare completamente e filtrare. Tenere da parte 800 ml per il gravy (il resto l'ho congelato ;) ).

Per il riso pilaf: sciacquare accuratamente il riso. Far sciogliere il burro in un tegame dai bordi alti (e con coperchio adeguato che chiuda bene), quindi unire il riso. Farlo insaporire 5 minuti, aggiungere il brodo e portare a bollore. Salare, chiudere con il coperchio e cuocere fiamma medio bassa per 15 minuti. Rimuovere dal fuoco, sgranare il riso con una forchetta, regolare di sale e di pepe e aggiungere un filo d'olio. Ricoprire e lasciar riposare fino al momento di servire.

Per il gravy: quando il pollo è cotto a puntino, sfornarlo e sistemarlo su un vassoio o tagliere, coprendolo con dell'alluminio. Rimuovere le verdure e sistemarle in un colino posiyionato su un pentolino. Schiacciare bene le verdure con il retro di un cucchiaio in modo da estrarre più succhi possibili. (Le verdure poi le ho riciclate insieme a quelle del brodo per farne delle polpette). Aggiungere nel pentolino il brodo e portare il tutto a bollore. Tenere in caldo.
Sistemare la teglia in cui si è cotto il pollo, inclusi i succhi rimasti, su due fornelli, a fuoco basso (o sulla piastra ovale, se avete il piano in vetroceramica come me). Aggiungere il burro , farlo sciogliere e mescolare con un cucchiaio di legno, raschiando eventuali rosolature. Versare la farina a pioggia e mescolare con una frusta fino a che non si formerà una pasta (il roux). A questo punto unire poco per volta il liquido bollente e mescolare bene. Salare e far sobollire per 5 minuti. Filtrare e, appena prima di servire, unire gli eventuali succhi rilasciati dal pollo durante il riposo.

Servire tutto insieme, facendo in modo che gravy e riso siano pronti quasi contemporaneamente, in modo da gustare tutto caldo.












giovedì 25 settembre 2014

Riso pilaf allo zafferano con nocciole

Non lo dico più che sono tornata, perderei credibilità. Ma l'MTC è tornato e la sua, di credibilità, è indiscussa. Esattamente come il suo richiamo. Nonostante l'apatia, il tempo che si è notevolmente ridotto e la mia incapacità di gestirlo, non riesco a non partecipare. Sarà perché, in fondo, so che è un'occasione unica per imparare e uscire dai miei limiti. Del resto non ho mai nascosto di avere bisogni di stimoli esterni. Quelli interni si perdono nel tragitto casa-ufficio :)


Annalena questo mese ci regala non una, non due ma ben 3 lezioni di altissima cucina! Adoro questo aspetto del web: avere una tale conoscenza e competenza e metterla a disposizione di chiunque senza nessun tornaconto. La quintessenza della generositá 2.0! :)
Questa è stata la mia riflessione spontanea di fronte al post magistrale di Annalena e mentre cercavo ispirazione ho riflettuto sull'ampia scelta di riso che trovo qui nei supermercati turchi e da lì il brainstorming mi ha portata fino a Memet. Memet è il padrone della casa dove ho vissuto a Colonia, nonché la persona più generosa che io abbia incontrato in Germania e in tutta la mia vita, secondo, forse, solo a mio padre. Di origini turche ma cresciuto qui e sposato con una spagnola, ha avuto un ruolo principale per quanto inconsapevole nella mia esperienza crucca. La sua disponibilità totale di fronte ad una sconosciuta, la fiducia che ha nutrito sin dall'inizio in questa strana coppia che siamo io e il Portoghese, l'offerta generosa di venderci mobilio &co ad un prezzo che definire simbolico è ancora troppo poco e che ci ha permesso di trasferirci e avere una casa arredata e accessoriata pe la quale, altrimenti, sarebbero occorsi mesi (e sicuramente il Portoghese si sarebbe opposto all'acquisto della lavastoviglie). E ancora le sue parole, sempre arrivate al momento giusto, il sorriso caldo e l'allegria dei momenti (pochi purtroppo) trascorsi con lui e Miriam mi hanno fatto ricordare dello zafferano che ci hanno regalato e che mi è sembrato doveroso usare.

Ho voluto "creare" qualcosa di semplice, caldo e delicato ma colorato e con una nota croccante, perché non si pensi che loro siano dei tipi piatti!
Confesso che volevo profumare e aggiungere un tocco di sapore con un'arancia ma al momento di utilizzarla era... troppo tardi, andata e ammetto che manca una nota un po' decisa all'interno di un piatto che mi ha comunque soddisfatta.

La cottura pilaf mi ha aperto un mondo: il riso che trovo si presta benissimo e il metodo offre così tante combinazioni che so già che non lo abbandonerò più!













Riso M&M ovvero

Riso pilaf allo zafferano con nocciole

Ingredienti per 1 persona di appetito

100 g di riso turco sari sivri
1 cucchiaino di pistilli di zafferano
2 chiodi di garofano
1 cipolla grande
2 cucchiai abbondanti di lamelle di nocciole
olio evo
sale & pepe nero di mulinello

Ho sciacquato il riso più volte.
Intanto ho scaldato due cucchiai di olio evo in una padella di acciaio e ho lasciato ammorbidire la cipolla e i chiodi di garofano a fuoco lento per pochi minuti, dopodiché ho unito il riso e fatto insaporire per 5 minuti circa.
Tostare le nocciole a lamelle in un padellino antiaderente senza condimenti.
Ho sciolto lo zafferano in 200 g di acqua bollente e l'ho versato sul riso, ho riportato a bollore, salato e coperto per 15 minuti. A questo punto il riso aveva assorbito tutto il liquido ed era perfettamente sgranato. Ho aggiunto un giro d'olio, altro sale e pepe e le nocciole. Ho coperto e lasciato riposare 15 minuti.









Con questa ricetta partcipo all'MTC di settembre e mi impegno a tornare al mio blog :)







giovedì 23 maggio 2013

La tieddra italo-crucco-portoghese


Un titolo un programma :)
E per non deludere le aspettative ve lo dico da subito che sì, sono impazzita! :)

Io sto bene, azzarderei un molto bene, se non fosse che in realtà il mio posto nel mondo del lavoro non l'ho ancora trovato, ma l'entusiasmo e la fiducia mi accompagnano (in certi giorni un po' meno, ma life is a roller coaster, no?) e non è poco, considerando l'apatia e lo scoramento dell'ultimo anno (e mezzo).

Poi ci sono cose che vorresti che procedessero alla velocità della luce e altre che vorresti andassero lentamente, o arrivassero dopo. E invece le cose vanno al contrario. Anzi: vanno come vogliono loro, forse come devono andare, di certo non vanno come vorremmo noi. :)
Cerchi una cosa, ne trovi un'altra. Non sai neanche cos'è, sai solo che l'obiettivo è un altro. So che mi sento il peso della responsabilità verso le persone che hanno fiducia in me, verso chi crede che io possa farcela e quindi non riesco a concedermi spazio per altro. Ragiono per compartimenti stagni? Forse. Molto più probabilmente ragiono in una logica premio/punizione/colpa che è tutta mia, perché la mia famiglia non mi ha abituata affatto così (male!). Nella mia vita precedente ero un amish, o forse una vittoriana, altrimenti non si spiega :) Probabilmente prima ancora sono stata un Inquisitore Spagnolo, data la “circospezione” che applico...

E ok, bisogna cogliere l'attimo, panta rei, carpe diem e tutto quello che volete... Ma io sono un capricorno e, soprattutto, sono abruzzese. Vale a dire: se c'è qualcosa più piantato a terra di me, è il Gran Sasso. Magari nella variante un po' rinco della Bella Addormentata d'Abruzzo, ma pur sempre salda a terra in modo irremovibile.

Siccome sono un'abruzzese di mare -e non una ciammarica di terra, scusate lo sfottò cultural-bound, possiamo dire che sono una cozza attaccata allo scoglio.

Appunto perché sono un'abruzzese di mare, con un nonno paterno salentino, non potevo preparare una classica tieddra di risopatate&cozze in Germania!! Mi rifiuto :)



Io vorrei essere più preparata in cucina, sapere qual è il modo migliore per cuocere le verdura, trattare i vari ingredienti, ma ammetto che per quanto cerchi di prepararmi, la materia è troppo vasta. E ammetto anche che questa volta il tempo è stato tiranno, ma ci tenevo a partecipare all'MTC del mese, a un anno esatto di distanza dalla mia prima partecipazione. Ci tenevo perché il gruppo dell'MTC è un vero gruppo di mutuo soccorso, che non ti fa mancare l'appoggio, il sostegno, l'incoraggiamento e una quantità di risate fuori dal comune. E quindi, anche se non so se sono in concorso o meno (non riesco ad entrare nei blog dall'internet cafè, quindi magari ho perso qualche pezzo), volevo lasciare traccia di me, del mio primo mese in Germania. Volevo che il mio 1° MTC teutonico parlasse delle mie prime 5 settimane teutoniche, e allora l'idea è venuta da una pasta che qualcuno ha preparato per me pochi giorni fa: un accostamento che mi ha lasciata perplessa, almeno finché non ho assaggiato la prima forchettata (alla quale è seguito qualcosa come 200 g di pasta, solo per la sottoscritta).
Volevo che nel mio blog rimanesse traccia di qualcosa che nelle ultime 3 settimane ha dato un sapore nuovo alla mia cucina, una cucina che mi ha vista osservare molto, mangiare molto! ma cucinare poco. E, per la cronaca, chi di cucina ferisce, di cucina perisce. Ma non deperisce, almeno!

Il salmone si accompagna benissimo con i funghi e le melanzane, giuro!, soprattutto se vi ricordate di togliere la buccia alle melanzane (io me ne sono ricordata ora che ho sfornato la tieddra, sono o no una bella addormenta?). Di italiano c'è il parmigiano reggiano a formare la crosticina, di portoghese c'è il sale speziato alle erbe che ho utilizzato per condire le verdure. E non solo...

Di crucco c'è tutto il resto: dal coccio, al forno, al riso prodotto qui. Un riso basmati, in onore della mia coinquilina giapponese che mangia sempre pasta e mai riso :D

INGREDIENTI per una persona:

90 g di riso basmati
100 g di filetto di salmone
1 melanzana piccola
5 funghi champignon
sale portoghese alle spezie (rosmarino, origano, prezzemolo, timo, alloro, basilico, aneto, zenzero, buccia di limone): è una cosa spaziale!
parmigiano reggiano q.b.

Brodo di verdure (come qui)

Preparare il brodo e lasciarlo raffreddare. Io nell'attesa sono andata a fare un aperitivo, poi cena, birretta... Insomma, all'una di notte era sufficientemente freddo ed io sufficientemente stanca, perciò sono andata a letto e rimandato tutto all'indomani.

Mondare le verdure, tagliare le melanzane a cubetti e affettare i funghi.
Scaldare in una padella antiaderente l'olio d'oliva, aggiungere le melanzane e dopo qualche minuto i funghi, abbassare la fiamma (o la piastra, con cui litigo a giorni alterni) e far cuocere, ma non del tutto. A fine cottura, condire con il sale portoghese e far raffreddare.


Sciacquare bene il riso e scolarlo, per eliminare l'amido, quindi ungere un coccio (io l'ho trovato in casa, non è un segno questo?) e versare uno strato compatto di verdure, quindi il riso, proseguire con le altre verdure, il salmone e versare il brodo necessario a ricoprire le verdure. Coprire con le scaglie di parmigiano e infornare a 160° per circa 45 minuti.









Ripeto: non so se sono in concorso (ma chi se ne importa, l'importante è partecipare), ma soprattutto non so quanti errori e bestialità ho commesso. Non sono riuscita a documentarmi, a vedere altre foto, quindi magari doveva venire più asciutta/umida/compatta/sgranata... Io aspetto le vostre critiche, perché l'MTC è la scuola di cucina più grande e democratica del Web ed io sono un'alunna somarella!



Sono stata decisamente prolissa. E pensare che mi sono censurata :)

Un bacione a tutti voi che passate e, soprattutto, mi pensate: a Mary, a Ombretta (in bocca al lupo a voi 3!) e a tutta la magnifica squadra dell'MTC, che non sbaglia un colpo ;)
E un saluto a Cristian vincitore del mese scorso, che, non lo sa, ma ha creato un ricordo.



P.S. dita incrociate, bitte!!!

giovedì 29 novembre 2012

Crocchette di riso

L'emmetichallenge ti entra proprio nella testa!
Dopo aver scoperto la ricetta del mese e le rubriche che quei due vulcani di Alessandra e Daniela hanno inaugurato, leggere la ricetta delle crocchette di riso del mio adorato Artusi e pensare a loro è stato un attimo! E sì, perché il mio amico Pellegrino ha dedicato una bella sezione ai fritti, sezione che io ho sempre guardato da lontano, perché "io non friggo". O meglio, prima dell'MTC io non friggevo :) E alla fine, lunedì sera, con tanto di collaborazione e amiche a cena (ricordo che l'invito era volto a portare le mie amiche ad una taglia in più), tra un'arancina e l'altra ho fritto anche le sue crocchette. E chi mi ferma più, ora?

Sono, appunto, delle crocchette, in cui il riso viene condito ed amalgamato con un uovo, e l'uovo viene utilizzato per legare l'impanatura. Sono veloci da preparare, ma molto gustosi e la cottura del riso nel latte regala un sapore molto particolare. Oltre ad avere un fascino d'altri tempi :)

Artusi non specifica quale riso utilizzare, io volevo provare il Parboiled, che Stefania difende a spada tratta :D, ma poi ho pensato alla battaglia portata avanti da Mapi e allora mi sono buttata sull'originario, come consigliato da Roberta

Io passo la parola a Pellegrino:

da "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene",
Crocchette di riso semplici, ricetta n. 198

Latte, mezzo litro
Riso, grammi 100
Burro, grammi 20
Parmigiano grattato, grammi 20
Uova, n. 2

Cuocete molto sodo il riso nel latte, e a mezza cottura aggiungete il burro e salatelo. Levatelo dal fuoco, versateci il parmigiano e così a bollore scocciateci dentro un uovo mescolando subito per incorporarlo. Quando sarà ben diaccio prendetelo su a cucchiaiate ed involtatelo nel pangrattato dandogli forma cilindrica; con questa dose otterrete dodici crocchette. Frullate l'uovo rimasto, gettateci dentro le crocchette a una a una, involtatele di nuovo nel pangrattato e friggetele. Si possono servir sole; ma meglio accompagnate con altra qualità di fritto.

Che altro aggiungere, ha detto tutto lui! E lo dice così bene :)
Mi limito ad inserire qualche foto e a riferirvi che hanno riscosso molto successo a tavola!

Prima del bagno nell'olio:


 Dopo:





E insomma, credo che mi dedicherò alla sezione "fritto" con una certa assiduità :) con buona pace del mio girovita!

Buon week end!
                         Vale*

 

martedì 27 novembre 2012

Fritteria? Friggeria? Friggitoria?

Ecco il dubbio che ha assalito la mia amica e me dopo un pomeriggio ad arancinare :) Mentre tutto il mondo dei blog che ruota intorno all'MTC si chiede se si dica arancine o arancini, noi ci interrogavamo sul nome tecnico del luogo ove si frigge come se non ci fosse un domani. Da noi, si chiama semplicemente "il zizzone" e credo che abbiamo concluso così la diatriba linguistica (dovuta ai fumi dell'alcool, no dell'olio).
E sì, perché questo giro dell'MTC portava con sé la serata in compagnia: chi non frigge in compagnia o è un ladro o è una spia. Ah, non si dice così? Va be', io lo dico. Friggere quel ben di dio e non condividerlo era un peccato. E se poi tu lotti con la 44 e le tue amiche hanno la 40, capisci che tu non puoi dimagrire, ma puoi far ingrassare loro. Allora scatta l'invito a cena, con reclutamento di manodopera. (Vale diabolica)

Arancinare insieme è stato molto divertente, eravamo una perfetta catena di montaggio e la soddisfazione nel vederli fritti, dorati e bellissimi è stata enorme! Anche perché, udite udite, io non ho mai fritto nemmeno una patatina. Lo so, sono da fustigare, ma avevo l'ansia del fritto malriuscito, pieno di olio e molliccio. Invece, grazie ai trucchetti di MT e al sacro fuoco dell'MTC, è uscito tutto croccante e asciutto. Insomma: buonissimo. Ancora una volta il blog e l'MTC mi hanno aiutata ad imparare qualcosa di nuovo e a sperimentare per debellare i mie tabù. Direi che posso ritenermi soddisfatta. Anche se la via per far ingrassare le amiche è moolto lunga :)


Io seguito alla lettera il post di Roberta e vi consiglio di farlo se voleste preparare delle arancine: è dettagliatissimo!
Ho voluto preparare i ripieni originali, non avendo mai mangiato le vere arancine, ma avendo una vegetariana a cena, nella versione al sugo ho eliminato la carne :) Insomma, un originale un po' farlocco, ma a me è piaciuto moltissimo.
Qui faccio una sintesi del procedimento, ma rimando al post di Roberta che merita un nobel per la letteratura per quel post così preciso e ben fatto!

INGREDIENTI:

750 g riso originario
2 l brodo vegetale (carota, sedano, cipolla)
mezza cipolla
35 g burro
35 g parmigiano grattugiato
olio e.v.o e sale

INGREDIENTI  per 12 arancine con besciamella, cotto e scamorza

60 g prosciutto cotto in una sola fetta tagliata a dadini
90 g scamorza a dadini
una besciamella fatta con 150 ml latte, 15 g farina, 10 g burro, sale

INGREDIENTI per circa 20 arancine con piselli al sugo

150 ml polpa di pomodoro
carota, cipolla, sedano
100 g piselli
sale e olio

Per la LEGA:
350 g farina
700 ml acqua
sale

Per la PANATURA:

400 g circa pan grattato



Preparare un brodo vegetale con carota sedano e cipolla.

In un tegame far appassire la mezza cipolla tritata finemente con un giro d'olio, far tostare il riso, quindi bagnarlo con il brodo fino a quando il riso non sarà compatto e al dente. Immergere il tegame in un bagnomaria di acqua fredda e mantecarlo con burro e parmigiano. Quando sarà tiepido, versarlo in una teglia e, una volta freddo, coprirlo con l'alluminio e sistemare in frigo per una notte.



Per le arancine al burro:
preparare una besciamella non troppo soda e una volta fredda unirla ai dadini di scamorza e prosciutto.

Per le arancine al sugo:
Preparare un soffritto, versarvi la polpa di pomodoro e far cuocere, regolando di sale.
Far soffriggere un po' di cipolla in un giro d'olio e versarvi i piselli e poca acqua; lasciarli cuocere quindi unirli al sugo.

Preparare la lega:
mescolare acqua, farina e sale e lasciar riposare.


Preparare le arancine (Roberta lo spiega benissimo):
formare delle polpette tonde per le arancine al sugo e degli ovali per quelle bianche e lasciarle riposare mezz'ora. 
Riprenderle, bucarle con il pollice e allargarle, quando saranno tutte scavate, farcirle e richiuderle (e qui, sai le risate?!)
Riprendere la lega, mescolarla ed immergervi un'arancina per volta, lasciandole scolare un po' su un vassoio ed infine passarle nel pan grattato.



Friggere in olio profondo, immergendo pochi pezzi per volta.


Mangiare caldi, caldissimi: perciò le foto sono bruttine, mica potevo farli raffreddare :D


Non si vede il cuore filante, ma c'era, giuro :) Ho i testimoni!







Si era capito, lo so, ma con queste arancine partecipo all'MTC di Novembre:


Buon pomeriggio :)
Vale*