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lunedì 4 febbraio 2013

Torta mantovana

 Buon inizio settimana :)

Come state? Io ho deciso di iniziare questa settimana cercando di recuperare un po' di "costruttività". Non posso permettermi di buttarmi giù, non posso trascinarmi e non posso nemmero affogare i dispiaceri nel cibo.
Al momento mi costa un grande sforzo, ma ho capito che l'importante è fare un passo alla volta. Obiettivi piccoli.

La mia adorata Mary mi ha consigliato di rilassarmi preparando il pane. Lei è molto è saggia, ed io ho già adocchiato un pane bellissimo nel suo blog, ma al momento sarei capace di dimenticare l'impasto per giorni! Quindi ho pensato che era meglio buttarsi su un dolce, preferibilmente di Pellegrino, che sa sempre di casa e semplicità.

Ho scelto una torta burrosissima (io che in genere evito) ma ho approfittato delle amiche a cena: ricordate del mio progetto di farle ingrassare? Bene, direi che procede: hanno allegramente spazzolato il dolce! :D

Sapete che qualche giorno fa, leggendo un romanzo, mi sono ritrovata Pellegrino tra i protagonisti? Giuro che non lo sapevo! :) Ho fatto incetta di libri dai miei zii (sono la mia personale biblioteca!) e mi hanno consigliato questo. Inizio a leggerlo ed ecco che, coinvolto in un omicidio, mi ritrovo proprio lui, Artusi! Il romanzo è davvero molto carino, scorrevole e Artusi è molto simpatico anche lì :)
Ah, "Odore di chiuso", di Marco Malvaldi, se v'interessa :)

 





 Da "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene",
P. Artusi, Torta mantovana

INGREDIENTI per una torta da 22/24 cm di diametro

1 uovo
4 tuorli
170 g zucchero
170 g farina
150 g burro fuso e raffreddato
buccia grattugiata di limone
50 g tra mandorle e pinoli tagliati grossolanamente


Sciogliere il burro a bagnomaria e farlo raffreddare.
Setacciare la farina e mescolarla con la buccia grattugiata del limone ed un pizzico di sale.
Montare con le fruste elettriche (io in planetaria) l'uovo ed i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto gonfio e chiaro.
Unire il composto di farina in 2/3 volte, alternandolo con il burro fuso, sempre continuando a montare con le fruste.
Versare l'impasto (che sarà piuttosto consistente) in una tortiera foderata di carta forno, livellandolo con una spatola e distribuirvi sopra la frutta secca.
Cuocere a 170° per circa 30 minuti (vale la prova stecchino!), coprendo con alluminio se dovesse colorirsi troppo.

Quando è fredda, spolverizzarla di zucchero a velo.




La torta è piuttosto fragile: non toglietela subito dalla tortiera, ma aspettate un po'.
Il giorno dopo è ancora più buona, l'ho scoperto per puro caso con la fettina sopravvissuta alla cena!



giovedì 18 ottobre 2012

Crostata alla crema


Buon pomeriggio!
Come state? Io bene. Lo so che vi sembrerà strano: chi mi legge da un po' ha attraversato con me il mio periodo buio. E vi ringrazio: avete sempre avuto una parola di incoraggiamento per me, anche quando l'anonimato del web vi avrebbe permesso di andare via senza scrivere nulla. Lo apprezzo molto, moltissimo.
Quando si cambia la prospettiva sulle cose, anche le cose iniziano a cambiare. Non ci credevo; mi sbagliavo.

"when one discovers that inner spirit and the inner voice is free to make its own unique statement, then something magical happens to the creator. Suddenly there is a new sense of trust, a confidence in self, and willingness to take greater risk as one reaches toward new goals."

[lo so che siete brave e non serve la mia traduzione!]
 
Questo passaggio mi è capitato per caso traducendo un articolo di psicologia. Evidentemente la mia nuova consapevolezza ha un fondamento scientifico :)


Questa torta l'ho preparata in occasione di un pranzo che, fino a qualche settimana fa, mi sembrava impossibile.La pasta frolla di Artusi profuma di tradizione. E questa torta sa di buono, di antico e di semplicità. Tutto quello che amo e desidero.





Da "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene", P. Artusi
Pizza gravida, n. 610

INGREDIENTI per la base (ricetta n. 589B)

250 g farina
125 g burro
110 g zucchero (meglio a velo)
1 uovo e 1 tuorlo
buccia di limone grattuggiata

INGREDIENTI per il ripieno:

250 ml latte
60 g zucchero
30 g amido (io: maizena)
2 tuorli
odore che più aggradite (io: vaniglia e buccia di limone)
30 g pinoli
80 g uva passolina (omessa)


Se volete tirar la frolla senza impazzamento, lo zucchero pestatelo finissimo (io mi servo dello zucchero a velo) e mescolatelo alla farina; e il burro se è sodo, rendetelo pastoso lavorandolo prima, con una mano bagnata, sulla spianatoia.

 Io ho setacciato la farina e fatto la fontana e all'interno ho lavorato i tuorli con lo zucchero (io l'ho frullato con la buccia di limone e la vaniglia), quindi ho unito il burro a pezzetti ammorbidito fino ad amalgamarlo e poi incorporato la farina un po' alla volta. Ho formato un panetto e messo in frigo a riposare un paio d'ore.

Intanto preparare la crema (sempre col metodo Pellegrino, qui) e appena tolta dal fuoco unire i pinoli; lasciar raffreddare.

Riprendere il panetto e dividerlo in due parti (una leggermente più piccola, per la copertura) e stenderle ad uno spessore di circa 5 mm, con la base foderare una teglia imburrata (io sotto la pasta ho messo due strisce di carta forno, per poterla poi rimuovere agevolmente), bucherellarla con i rebbi di una forchetta e versarvi la crema. Ricoprire con il secondo disco e infornare a 180° per circa 40 minuti (se dovesse colorirsi troppo, coprirla con un foglio d'alluminio).






La torta preparata due giorni in anticipo migliora tantissimo: i sapori si amalgamano, la pasta... frolla e la crema si assesta e diventa un tutt'uno con la base.
La rifarò (non ci piove!) ma aumenterò la dose della crema: nel mio stampo da 24 cm era un po' bassina.

Vale*


venerdì 28 settembre 2012

Pasqualina autunnale

Chi ha tempo non aspetti tempo, si dice. La Pasqualina dell'altro giorno mi aveva lasciato un certo prurito alle mani, allora perché rimandare? Ed eccomi qui :)


Mi sembrava doveroso provare l'originale per poi, eventualmente, sfregiarla. L'idea era una farcitura con verdura di stagione, ma qui ieri c'erano 39°: immaginate l'aspetto fresco ed invitante delle verdure. Secondo solo al mio, di aspetto, che dentro all'ortofrutta non facevo che ripetere: oddio, si soffoca! e alla fine sono uscita solo con un porro (che qui non ho usato, ma era per la giardiniera).
Tornati a casa (il porro ed io), mi sono guardata intorno e ho cercato ispirazione: pere da una parte, caprino in frigo... com'è che si dice, pure? Al contadino non far sapere quant'è buono il formaggio con le pere? Esatto! Abbinamento forse scontato, ma chi sono io per sfatare un detto popolare millenario?
I pinoli li ho aggiunti per dare croccantezza anche all'interno, ma non ditelo al contadino ;)



Alla seconda "pasqualina" ho capito: le mie sfoglie sono troppo sottili (soprattutto al centro), ma questa si è gonfiata!! Si è sgonfiata quasi subito, ma per pochi istanti ho goduto di un cupolone bellissimo. La terza pasqualina sarà perfetta, così come le successivo: io questo impasto non lo mollo!


INGREDIENTI per uno stampo da 13 cm

150 g farina manitoba
 15 g olio
80 g circa tra vino bianco secco e acqua
sale

Per il ripieno:

2 pere williams
1 caprino
2 cucchiai di pinoli
sale & pepe
olio extravergine

Per la pasta vi rimando direttamente al post di Vitto.
Per il ripieno: sbucciare e tagliare a dadini le pere, saltarle in padella solo con un po' di pepe, quindi lasciarle raffreddare dentro un colino.Quando saranno fredde salarle, unire un cucchiaio d'olio e pepare ancora un po' (se, come me, avete perso il pepe insieme al succo).
Sulla seconda sfoglia sistemare i pinoli precedentemente tostati,adagiarvi sopra il caprino tagliato a rondelle e quindi le pere e qualche altra rondella di caprino. Coprire con le altre sfoglie e infornare a 180° fino a doratura (circa 30 minuti).










Questa pasta si presta a tutte le farciture che vi vengano in mente. Sulla mia, che aggiungere? Hanno detto tutto i contadini!

Buon week-end,
                          Vale*


Anche con questa partecipo all'MTC di settembre


lunedì 24 settembre 2012

Arrosto saporito: olive, acciughe e pinoli (in pentola a pressione)

Ciao ragazze!
Sono stata di parola e sono tornata con un salato, e che salato :) Un arrosto saporito, gustoso, tenero: era dall'inizio dell'estate che aspettavo di mangiarne uno! Benché la pentola a pressione permetta di cuocerli bene e in fretta, con quel caldo non ho osato stazionare in cucina più di 10 minuti! A dire il vero, anche oggi c'erano qualcosa come 30 gradi :/ Un po' troppi per i miei gusti!
Avete trascorso un bel week end? Io confesso che mi sento meglio: un po' di lavoro su me stessa e qualche notizia discreta in arrivo, mi stanno restituendo un po' di serenità. E la possibilità di potermi sfogare qui con voi fa il resto :)
Ora vi lascio alla ricetta, anzi no, prima voglio mandare i miei auguri più sinceri e profondi ad Ombretta: le belle notizie fanno bene al cuore!



Da "Sale&Pepe", Agosto 2010

INGREDIENTI:

600 g codino di vitello (o altro taglio, purché magro)
 40/50 g olive verdi denocciolate
 40 g pinoli
 2/3 filetti di acciughe
2 rametti di rosmarino
6 cucchiai di olio extravergine
1/2 bicchiere di vino bianco secco
1/2 bicchiere di brodo o acqua
sale


Legare la carne con lo spago da cucina ed infilarvi i rametti di rosmarino.
Tostare i pinoli in una pentola antiaderente, trasferirli su un tagliere e tritarne metà con la metà delle olive.


Scaldare l'olio nella pentola a pressione e rosolarvi la carne da tutti i lati, finchè risulterà dorata.
Bagnare col vino e far evaporare a fiamma vivace.
Salare la carne, unire le acciughe, il trito, le olive e i pinoli interi e aggiungere mezzo bicchiere d'acqua o di brodo (io: acqua). Chiudere la pentola a pressione e cuocere 35 minuti dal fischio.
Aspettare 5 minuti, quindi aprire la pentola, togliere la carne sistemandola in una pirofila e coprirla di carta stagnola. Lasciar raffreddare prima di tagliare a fette non troppo sottili.

A questo punto: se il condimento risultasse troppo liquido, farlo restringere con la pentola aperta.
Io ho passato metà del condimento nel passaverdura  lasciandolo ricadere direttamente nella pentola (ma un frullatore ad immersione funziona ugualmente: io mi sentivo nonna papera e ho usato metodi obsoleti!), quindi fatto restringere qualche minuto. Condire!


Senza pentola a pressione: lasciar cuocere almeno 1ora, 1 ora e 30 in casseruola, bagnando con del brodo di tanto in tanto.

Che dire, io un anno fa un arrosto mi limitavo a mangiarlo! La pentola a pressione è un grande aiuto, sia perché permette di cuocere in tempi rapidi, sia perché rende la carne tenerissima!
Questo arrosto ci ha soddisfatte moltissimo, la sapidità della salsa si accompagna benissimo alla delicatezza della carne. Quel che è rimasto l'ho mangiato a cena, lasciando la carne a temperatura ambiente e scaldando solo la salsa: meritava ancora di più ;)
Vi auguro un ottima settimana,
                                           baci,
                                                   Vale*

mercoledì 7 marzo 2012

Baccalà patate e pinoli

C'eravamo illusi che fosse arrivata la primavera, eh? E invece vi scrivo mentre fuori il cielo è grigio e dopo una notte di pioggia scrosciante. Va be', poco male: io sono confinata al pc a tradurre a più non posso, ma intanto ho di nuovo una camera, con tanto di pavimento :)
Oggi stranamente vi propongo un secondo piatto, perdipiù di pesce! In realtà l'ho preparato in collaborazione con mia madre. Succede una cosa strana: mia madre inizia a spulciare le mie riviste di cucina (prima si lamentava solo che occupassero mezza casa!), a voler sperimentare delle ricette nuove, a seguire i miei suggerimenti! E questo piatto ne è l'ultimo esempio (in ordine cronologico): c'era del baccalà in congelatore, io le ho sottoposto un vecchio (antico!) numero di 'Cucina no problem' e lei ha deciso che si poteva provare quella ricetta! Diciamo quindi che è un piatto a 4 mani, ma io ero l'ufficiale in seconda: tritavo, tagliuzzavo... Mia madre ha eseguito tutto alla lettera: mi faceva un po' ridere, lei cucina sempre 'a occhio', e con successo! La starò contagiando ;) ? Ma passiamo alla ricetta:

INGREDIENTI:

600 g di baccalà a pezzi
  3/4 patate
un pugno di olive nere
3 cucchiai di pinoli (metà interi e metà tritati)
2 cucchiai di prezzemolo tritato

2 acciughe sotto sale
1 bicchiere di brodo vegetale



Scaldare in un tegame olio, le acciughe (lavate e diliscate), due spicchi d'aglio e unirvi il baccalà. Dopo 10 minuti aggiugere i pinoli tritati,  e sfumare con qualche cucchiaio di vino bianco. Far evaporareil vino, quindi unire i pinoli interi, le olive e il brodo e lasciar cuocere, con coperchio, per circa 25 minuti, aggiungendo eventualmente altro brodo.
Intanto: lessare a parte le patate tagliate a pezzetti (per circa 15 minuti), quindi sgocciolarle e unirle al baccalà e cuocere ancora 4 o 5 minuti. Salare e pepare, anche se le acciughe danno parecchio sapore, quindi fate vobis :)
Spolverizzare con prezzemolo tritato (io ero la tritatrice ufficiale!) e... mangiare!



A noi è piaciuto molto: l'abbinamento con i pinoli dà una marcia in più, secondo me! Io poi ultimamente ho sviluppato un grande amore per il prezzemolo!
Penso che allo stesso modo si possa cuocere anche il merluzzo (che è comunque baccalà!) o il nasello: insomma, in mezz'ora di tempo si ha una cena gustosa e non banale!

Con questa ricetta partecipo al contest di Chabb


ovviamente nella sezione pesce (ma che spiritosa che sono, eh!?)

Infine, the least but not the last, ringrazio Rumi per questo graditissimo premio, che incasso -ahimè- con ritardo, ma con molto piacere:

e Violetflame














Grazie mille ad entrambe!! Mi fanno davvero piacere e se fosse per me li rigirerei a tutte voi foodblogger che passate di qui: tutti i vostri blog sono ben fatti, interessanti, pieni di spunti!
Torno alle mie traduzioni!
Baci,
Vale*


lunedì 2 gennaio 2012

Chitarrina goduriosa per iniziare l'anno: panna, limone,prosciutto arrosto e pinoli

Buon Anno a tutti voi! Vi auguro un anno che superi le vostre aspettative, pieno di colori, profumi... come le vostre cucine!
Siccome il mega pranzone di ieri non mi è bastato, e neppure l'aperitivo preso ieri sera, oggi ho pensato bene di coccolarmi con questa pasta, la cui ricetta proviene da un 'donna moderna' di secoli fa e che è perfetta per l'estate, ma io oggi avevo proprio bisogno di un comfort food! :)


INGREDIENTI per 2 persone:

200 g di chitarrina all'uovo
100 g di prosciutto cotto affumicato (o speck cotto)
30 g di pinoli
1 limone (buccia e succo)
200 ml di panna fresca
erba cipollina (se fresca decisamente meglio, io ho dovuto usare quella secca)

Mettere a bollire l'acqua per la pasta.
Intanto tostare i pinoli in un tegame (direttamente la padella dove ripasserete la pasta, così laviamo meno cose!) per un paio di minuti e metterli da parte.

Nello stesso tegame mettere il prosciutto affumicato tagliato a pezzettini e la buccia grattuggiata del limone: lasciar andare qualche minuto a fuoco basso, evitando che bruci :) (senza condimenti è un attimo!).

Quando l'acqua bolle, salarla e versare la pasta; riaccendere il fuoco sotto la padella, aggiungervi i pinoli e una parte della panna (diciamo un 50 ml) e qualche cucchiaino di succo di limone.

Scolare la pasta ancora al dente, ripassarla nella padella a fuoco vivace aggiungendo la panna rimasta. Spolverare di erba cipollina e servire!


















Et voilà! Immagino che forse come piatto post-feste sia un po' pesantino ma vi assicuro che è molto goloso, inoltre è rapidissimo: si prepara mentre l'acqua bolle! Un mix di sapori che si combinano davvero bene: la delicatezza della panna, il pungente del limone e l'affumicato del prosciutto... una goduria! è stato testato e approvato anche dalla mia amica Ale (ogni tanto viene fuori il tuo nome qui!), che ringrazio anche qui per prendersi cura di me anche a distanza, anche cercando l'aiuto della telefonata a casa ;) Grazie Ale, lo apprezzo tantissimo!
Con questo bel piatto corroborante :D vi auguro anche una buona settimana!
A presto,
               Vale*