venerdì 25 novembre 2016

Tiramisù al cocco e caffè


Lo dico? Non lo dico? Lo dico: a me il tiramisù non piace(va). Ne ero golosa da bambina (ma io da bambina avrei mangiato pure le gambe del tavolo se le avessero spalmate di nutella), ma poi per anni l'ho snobbato. Svariati anni fa, quando preparavo dolci come una forsennata, tutti mi chiedevano: quando lo fai un tiramisù? Mai, fosse per me :D Poi l'avevo preparato ma solo per sperimentare pate a bombe e meringa italiana, giocando al piccolo chimico della finta pastorizzazione. 
Come sempre però arriva l'MTC a darmi una strigliata e complica pure le cose, "costringendoci" ad abbinare il tiramisù ad un personaggio sexy. Manco a dirlo che non volevo partecipare :D Susy, col cavolo che non hai fatto niente di male!
Poi il senso del dovere, insieme alla lettura di questo fantastico articolo e un (casuale) brain storming, hanno dato il là. Peccato che mi sia ridotta all'ultimo e mi sia pure dimenticata un passaggio che, secondo me, avrebbe reso la mia crema più cremosa. Ma andiamo con ordine.

Perché il cocco? Perché mi sono ritrovata a pensare a Johnny Depp. Ad un giovanissimo Johnny Depp, nel suo ruolo di Don Juan, il famoso maestro d'amore. Ero una bambina/ragazzina quando vidi quel film, ma ricordo che lo adorai dalla prima all'ultima scena. Oltre al seducente e romantico e focoso e appassionato Johnny, c'e anche un (ormai imbolsito) Marlon Brand, nei panni di uno psichiatra che, in un certo senso, si lascia sedurre da Don Juan, dal suo amore per l'amore e per le donne, e grazie a lui riscopre la passione e la complicità, ridando vita ad un matrimonio un po' appannato. Meravigliosa la scena finale, in cui lo psichiatra, sua moglie e Don Juan arrivano nell'isola di Eros, dove finalmente Don Juan ritrova il suo perduto amore vero... 


Dopo questa (orrenda) sinossi, vi chiederete "embè? Che c'entra il tiramisù?". C'entra perché nella mia testa di bambina tutte le piante/palme esotiche erano alberi da cocco e ,soprattutto, perché quando scoprivo questo fantastico film e attore, si usava dire "che cocco che è quello!". Ecco, a quel gran cocco di Johnny Depp (che ho amato in tutti gli altri film, ma il vero amore resta questo) dedico il mio tiramisù al cocco, caffè & cioccolato (un omaggio a Willi Wonka non ce lo mettiamo?).

Confesso di essere molto soddisfatta del risultato finale. Mi aveva incuriosita l'articolo di Eleonora e sono felice di aver provato: cocco e caffè stanno benissimo insieme e il cioccolato completa il tutto. 

Prima di passare alla preparazione, un paio di brevi considerazioni:

- Il mascarpone fatto in casa è strepitoso! 
- I savoiardi sono un altro mondo rispetto a quelli comprati, peccato che io abbia scoperto in corso d'opera che il mio forno si spegne quando lo sportello resta aperto per più di 1 minuto, lasciandomi dei savoiardi leggermente spatasciati. La prossima volta li cuocerò con sportello chiuso fino a cottura completa.
- L'idea era di fare la panna montata di cocco, semplicemente montando la crema di cocco fredda di frigo. Io ho dimenticato di mettere la lattina in frigo :) Me ne sono ricordata ieri, dal dentista. Ovvero 1 ora prima di arrivare a casa per preparare il tiramisù. Purtroppo ieri o mai più, quindi ho montato la crema di cocco così e devo dire che ha retto bene ugualmente.
- Susy ci propone 2 diverse varianti di tiramisù, alle quali mi sono ispirata per dosi e proporzioni. Per la meringa svizzera mi sono ispirata a quella di Bressanini, ma fatta più "a sentimento". Ribadisco che queste procedure casalinghe non garantiscono una vera pastorizzazione delle uova e io personalmente le ho utilizzate perché, secondo me, donano una consistenza migliore e in particolare ho il terrore che la montata di albumi si smonti, rendendo il tutto liquido. Cosa che non avviene con la meringa svizzera,  bella sostenuta.

Nota foto: ho toccato il fondo :D le ho scattate stamani prima di andare in ufficio, immaginate l'ispirazione (e la luce!). Ovviamente dopo averle scattate ho fatto colazione col tiramisù. La giornata mi sorrideva :)



Con questo post partecipo alla sfida numero 61 dell'MTC, vinta dalla coscina di Pollo Susy
















Per 250 g di mascarpone (da qui):

400 g di panna fresca al 33% di grassi
la punta di un cucchiaino di acido citrico (o un cucchiaino di succo di limone)

Scaldare la panna in una pentola dal fondo spesso, su fuoco dolce (in alternativa a bagnomaria). Quando raggiunge gli 85°, unire l'acido citrico e mescolare con una frusta a mano. Cuocere per 5 minuti, mescolando ogni tanto. Lasciar raffreddare a temperatura ambiente e poi far raffreddare in frigo 12 ore. Trascorso questo tempo, sistemarlo in un colino a maglie fitte rivestito di un canovaccio pulito e inodore, oppure in un filtro per il caffè americano ;) Far scolare in frigo altre 24 ore.












Per i savoiardi (da qui):
55 g farina 00
25 g fecola di patate
65 g di zucchero alla vaniglia (zucchero conservato con le bacche di vaniglia)
50 g di albume
40 g di tuorlo
13 g di miele
zucchero a velo
  
Preriscaldare il forno a 180°, statico. Sistemare su due teglie della carta forno e imburrarla.
Montare gli albumi con le fruste elettriche e, quando aumentano di volume, aggiungere lo zucchero in due volte, aumentando la velocità e continuando a montare fino quando saranno a neve ferma.
Sbattere i tuorli con il miele e amalgamarli con una spatola alla montata di albumi, con movimenti dal basso verso l’alto.
Unire farina e fecola setacciate, con pochi movimenti delicati ma decisi.
Riempire una sac-à-poche usa e getta e tagliare la punta per avere ca. 15 mm di diametro.
Formare sulla carta imburrata die bastoncini lunghi ca. 8 cm. Spolverarli di zucchero a velo e quando sarà assorbito spolverarli nuovamente.
Cuocere per 3 minuti, poi aprire leggermente lo sportello, inserendo il manico di un cucchiaio di legno, e cuocere ancora 4/5 minuti.
Sfornare e far raffreddare completamente prima di spostarli.


Per la pate a bombe (da qui):
43 g di tuorli (2 grandi)
43 g di zucchero
Porre sul fornello a fiamma media un pentolino con due dita d'acqua. Inserire tuorli e zucchero in una ciotola resistente al calore e sistemarla sul pentolino. 
Inserire la sonda del termometro e iniziare a montare il composto. Quando sarà arrivato a 70°, togliere la ciotola e immergerla in un bagnomaria di acqua e ghiaccio e aspettare che sia raffreddato.

Per la meringa svizzera (da qui):
60 g di albume (2 albumi grandi)
3 cucchiai di zucchero
Porre sul fornello a fiamma media un pentolino con due dita d'acqua. Inserire albumi e zucchero in una ciotola resistente al calore e sistemarla sul pentolino. 
Inserire la sonda del termometro e iniziare a mescolare il composto con una frusta a mano. Lasciare che il composto arrivi a 60° e iniziare a montare con le fruste elettriche, continuando per circa 5 minuti. Io sono arrivata a 70°. Togliere dal bagnomaria e far raffreddare.

Per 4 porzioni abbondanti (si tratta di lussuria o no? :) ):

5 tazzine di caffè amaro
150 g di mascarpone
50 ml di crema di cocco in lattina
1 cucchiaio abbondante di crema di cocco in polvere
1 dose di pate a bombe
1 dose di meringa svizzera
cioccolato fondente tagliato a coltello q. b.


In una ciotola mescolare con le fruste elettriche il mascarpone con la crema di cocco liquida e in polvere, poi aggiungere la pate a bombe e montare un paio di minuti. Con una spatola, unire la meringa svizzera. Si otterrà un composto soffice, montato e buonissimo :)
Dividere a metà i savoiardi, bagnarli nel caffè e sistemarli nel bicchiere. Ricoprire di crema al cocco e pezzetti di cioccolato, quindi creare altri strati allo stesso modo. Far rassodare una notte in frigorifero.



giovedì 3 novembre 2016

vade DIETRO... LA LASAGNA! IL NUOVO LIBRO DELL'MTCHALLENGE!



Siamo instancabili noi dell'MTC :)
Esce oggi il quinto (Q-U-I-N-T-O) libro del gioco più bello del web, partorito dalla mente più fervida e fertile del web mondo, Alessandra Gennaro (suoi i testi del libro).

Edito da Gribaudo (Gruppo Feltrinelli), con ben 160 pagine, con le foto di Paolo Picciotto e le illustrazioni di Mai Esteve, il libro arriva in tempo per studiare con calma le ricette per le feste ;)
Anche questa volta sosteniamo Piazza dei mestieri.







C'è anche un piccolo contributo delle sottoscritta ;)

lunedì 31 ottobre 2016

Pancarrè allo yogurt di Mapi

Anche questo week end, Vale ha fatto i compiti :) Dato che per l'MTC ho già dato, ho cercato aiuto e ispirazione nel contest più figo del web, che, non a caso, porta la firma di una delle colonne dell'MTC. Se non si fosse capito, sono andata sul blog di Flavia a cercare il recipe-tionist del mese. Mapi!  Mapi, anch'essa colonna dell'MTC, ma non solo, portatrice di un sapere e una cultura culinari come pochi. Solo Mapi potrebbe fare post su fondi, soffritti, brodi e su tutte quelle basi che il mondo gastrofighetto trascura, ignorando che se si chiamano basi, un motivo ci sarà. Ero attirata proprio da una di queste basi, ma poi non ho trovato l'ingrediente che mi serviva e allora mi sono buttata sul lievitato, sapendo che sarei atterrata su qualcosa di soffice. Così è stato, infatti :) Sono due anni che provo ricette di pancarrè e questo li batte tutti: morbidissimo, soffice, ma con la crosticina croccante!

Ho seguito pedissequamente la ricetta di Mapi (qui), di cui copio anche il testo. Ho preferito però lasciare l'impasto in frigo una notte, in modo da poterlo cuocere domenica senza dovermi alzare all'alba :D o dover mettere troppo lievito (qui siamo già scesi sotto i 10, ma anche sotto i 5 gradi...). Purtroppo non ho lo stampo da pancarrè con relativo coperchio, perciò ho dato una leggera spennellata di latte n superficie per dare un po' di colore.

Il procedimento appare leggermente diverso da quello di Mapi perché il mio lievito di birra era secco, in granuli, del tipo da mescolare alla farina.


Mi scuso per le foto, fatte stamani a colazione, col cellulare, prima di andare in ufficio. Io mi sono augurata una buona settimana con due fette di questo meraviglioso pancarrè spalmate di burro e della mia marmellata (lo so, sarebbe una confettura) di rabarbaro e vaniglia. Grazie Mapi, you made my day!




Pancarrè allo yogurt (per uno stampo da plum cake da 30 cm)

500 g farina 0
2 g lievito di birra secco
1 cucchiaino di zucchero
80 g acqua
30 g burro morbido a pezzetti
250 g yogurt naturale a temperatura ambiente
8 g sale
latte q.b. per spennellare


Setacciare la farina e aggiungervi il lievito, mescolarli. Mescolare nell'impastatrice acqua, yogurt e zucchero. Unire la farina con il lievito e solo successivamente il sale. Quando si sarà formato un panetto liscio ed elastico aggiungere il burro un pezzetto alla volta e lavorare ancora. Mettere il panetto in un contenitore coperto e lasciare a temperatura ambiente per 1 ora, dopodiché mettere in frigo per tutta la notte.
Al mattino sistemare il contenitore fuori dal frigo, al riparo da correnti e aspettare che l'impasto raddoppi, quindi sgonfiarlo e lavorarlo ancora un po' a mano.
Stenderlo su un piano infarinato, dandogli la forma di un rettangolo lungo quanto lo stampo e largo il triplo della sua larghezza. Arrotolare il rettangolo e sistemarlo, con la piega sul fondo, nello stampo imburrato. Coprire con della pellicola (io uso delle cuffie per la doccia, ovviamente destinate esclusivamente alla cucina!) e far lievitare fino a quando arriverà al bordo.
Spennellare il pane con del latte e infornare nel forno preriscaldato a 200° per circa 50 minuti. Rimuovere immediatamente dallo stampo, avvolgerlo in un panno pulito e adagiarlo così in un sacchetto di plastica, fino a raffreddamento.









Con questa ricetta partecipo al Recipe-tionist di ottobre.


martedì 25 ottobre 2016

Tapas (o forse no) per l'MTC

Questa volta mi riaffaccio sul blog con più vergogna del solito. Torno, come sempre, per l'MTC, ma torno con una proposta che, oltre ad essere piuttosto banale, manca di uno dei requisiti... Ma andiamo con ordine.
La sfida di settembre è stata vinta dalla vulcanica Mai, che ha proposto per l'MTC di ottobre una gara a dir poco creativa ed avvincente! Ero entusiasta della sua proposta, avevo anche buttato giù una serie di idee (ho ancora il foglietto sulla scrivania dell'ufficio). Poi ho avuto la febbre, poi la mamma in visita e infine un piccolo -grande- terremoto emotivo, che mi ha lasciata parecchio demotivata su tutti i fronti. Ero pronta a non partecipare, ma sabato, mentre camminavo come un'invasata in questa brutta città, il mio cervello ha dato il via ad un brain storming che, in conclusione, mi ha ispirato il tema. Solo che il tema pare evidente soltanto a me, ed ecco che manca il filo conduttore :)

Ma vi porto lo stesso a tapear... nella mia infanzia, nei cibi che erano una coccola quando ero bambina, gli stessi cibi dove ho cercato rifugio. Preparare queste "tapas" è stato il compito che mi sono assegnata domenica, l'obiettivo del giorno. E allora grazie Mai e grazie MTC, per avermi tenuto compagnia :)

Il pensiero che mi consola è che quando ho mostrato questo post alla mia collega spagnola, era molto soddisfatta, perché le mie proposte sono, a suo dire, molto credibile. Mai, lo so che tu sei catalana! e in realtà ho anche una collega catalana ma non mi pare il caso di fare il giro dell'ufficio col mio post :D


Nel post di Mai si trovano tutte le varie spegazioni e distinzioni, perciò vi rimando a lei (qui), ma per una sintesi breve ed efficace, Mai ci ha regalato una splendida infografica:















1)Tapas
Sformato di patate



2)Pincho
Polpette con ragù



3)Montadito
Crostino di baguette con cipolla cac' e ov'




1)Per lo sformato di patate al microonde:

750 g di patate (peso da pulite)
noce moscata
100 g di latte caldo
2 cucchiai di burro
2 fette di prosciutto cotto tagliate a pezzi piccoli
60 g di camembert a pezzetti
1 fettina di gouda a pezzetti
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato

+ burro e formaggio grattugiato q. b.

Tagliare le patate (pulite e lavate) a pezzi e cuocerle nel microonde a 800 W per 20 minuti, o fino a che non saranno tenerissime. Schiacciarle ancora calde, aggiungere burro e latte e mescolare con energia. Unire il resto degli ingredienti e amalgamare bene. Aggiungere nella pirofila una noce di burro, scioglierla al microonde e ungere la pirofila. Versarvi il composto di patate, livellarlo con una spatola e cospargere di fiocchetti di burro e spolverare di parmigiano grattugiato.
Cuocere a 800 w per 10 minuti e altri 5 minuti con la funzione grill.


2)Per le polpette con ragù:

Ragù (più o meno questo )

Per 27 polpette (ehm, la paura della carestia :D)

800 g di macinato misto di maiale e vitello
1 uovo medio
30 g circa di baguette
20 g di formaggio grattugiato
sale, pepe ed erbe aromatiche


Amalgamare tutti gli ingredienti e lasciar insaporire per circa mezz'ora/un'ora in frigo.  Formare delle polpette di 35 grammi. Coprire di olio il fondo di un'ampia padella antiaderente, scaldarlo e rosolare le polpette, quindi abbassare la temperatura e farle cuocere circa 25/30 minuti, fino a quando saranno ben cotte.

Scolarle su un foglio di carta assorbente e servirle accompagnandole con il ragù.

3) Per il crostino con cipolla cac' e ov':

fettine sottili di baguette
1 scalogno affettato finemente
1 uovo M
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
olio, sale e pepe

Coprire di olio extra vergine il fondo di un padellino antiaderente e versarvi lo scalogno; lasciarlo appassire a fiamma molto bassa. In una ciotolina mescolare l'uovo con il formaggio, il sale e il pepe. Quando lo scalogno sarà morbido e traslucido (10/15 minuti), aggiungere il composto di uovo e mescolare energicamente con una spatola, far rapprendere l'uovo e versarne immediatamente delle generose cucchiaiate sul pane, che in questo modo si impregnerà bene.


Con questo post partecipo alla sfida numero 60 dell'MTC




giovedì 30 giugno 2016

Pancake agli spinaci con burro al lime


Non partecipavo al Recipe-tionist da un bel po' di tempo. A malincuore, lo confesso, ma il tempo mi scorre tra le dita senza che io me ne accorga. Passano le giornate, poi le settimane, i mesi... Da un lato ne sono anche felice, intendiamoci: appena ho messo piede sull'aereo, un mese fa, stavo già contando i giorni che mi separano dal mio prossimo rientro, ma dall'altro con questa scusa il tempo vola e io mica me lo godo come vorrei! Mica sono una di quelle persone sempre col sorriso sulle labbra, che si gode la pioggia, il sole, che rimane zen di fronte alle rogne. Ma magari! Però mi sono data dei piccoli obiettivi e uno di questi è godermi le cene col Portoghese, preparando, con un po' di organizzazione, qualcosa di sfizioso. La ricetta di oggi è stata la prima ad inaugurare questo buon proposito.  Quindi diciamo insieme "Grazie, Cristiana!". E grazie Flavia, perché a me il tuo contest è sempre piaciuto! Passo alla ricetta: qui trovate l'originale. Io l'ho seguita pedissequamente e... abbiamo iniziato la nuova abitudine col piede giusto! Il sapore dei pancake è davvero buono, ma con il burro al lime sono un'esplosione di gusto ;)

I pancake sono facilissimi e rapidi, io avevo anche cotto gli spinaci il giorno prima, quindi davvero tra assemblarli e cuocerli va via mezz'ora. Il tempo di far riposare il burro insomma ;)




INGREDIENTI per 10 di circa 10 cm di diametro:


Per i pancake:



250 g di spinaci lavati
110 g di farina autolievitante 
1 cucchiaino di lievito
1 uovo
50 di burro sciolto
1/2 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di cumino in polvere (omesso: lo detesto!)
150 ml di latte
100 g di cipollotti tagliati a julienne
1 albume
olio extra vergine di oliva

Per il burro al lime:

100 g di burro a temperatura ambiente
la scorza di un lime grattugiata
1 cucchiaino e mezzo di succo di lime
1/4 di cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di pepe bianco

Preparare il burro al lime. Lavorare il burro con un cucchiaino di legno. Aggiungere gli altri ingredienti e incorporarli. Coprire con della pellicola e riporre al fresco.

Preparare i pancake. Cuocere gli spinaci (io li ho cotti in microonde, 5 minuti a 600 W, coprendo il contenitore con pellicola bucherellata), scolarli e strizzarli bene. Sminuzzarli con un coltello.
In una ciotola lavorare la farina con il lievito, l'uovo, il burro sciolto, il sale e il latte. Aggiungere i cipollotti e gli spinaci. Unite l'albume montato a neve.
Scaldare un filo d'olio in un padellino in cui versare due cucchiai di composto. Cuocere due minuti per lato o fino a che un lato non risulterà dorato e si staccherà con facilità dalla padella. Continuare in questo modo fino a quando non sarà finita la pastella; ungendo, se necessario, la padella tra un pancake e l'altro.
Servire con il burro aromatizzato.




Con questa ricetta partecipoo al Recipe-tionist di Giugno 2016 



venerdì 24 giugno 2016

Pizza napoletana per l'MTC

La pizza, croce e delizia di un'italiana all'estero. La delizia non serve spiegarla, la croce è chiaramente la difficoltà di trovare una buona pizza quando ti prende quella voglia irrefrenabile... Per superare la difficoltà... me la faccio da sola, in genere almeno una volta a settimana! Non ho una ricetta in realtà, mi piace provarne di diverse e nell'ultimo anno e mezzo mi sono buttata sul lievito madre liquido. Tanto per rendere ancora più lunga l'agonia quando hai quella voglia irrefrenabile di pizza :D
Per questo motivo dopo aver "divorato" il post di Antonietta del blog "La trappola golosa", ho optato per la pizza al piatto con il lievito di birra: volevo un'alternativa "in giornata". Alternativa che oramai sarà la prima scelta: un impasto favoloso, una pizza che è una nuvola! Nonostante un mio errore di distrazione, il risulto mi è piaciuto. L'errore è stato quello di dimenticare di coprire i panetti con un telo bagnato o con la pellicola dopo lo staglio. Coperti soltanto con un telo asciutto, infatti, si sono seccati, rendendo poco agevole la stesura a mano.
Antonietta ha voluto che mettessimo tutti le mani in pasta. Che dire... grazie! Confesso di aver puntato il timer a 20 minuti e di averlo fissato con una certa acredine dopo i primi 5,ma la soddisfazione di vedere l'impasto trasformarsi nelle mie mani è impagabile! 

Passo alla ricetta, copiando dal post di Antonietta il procedimento. Anzi, andiamo tutti qui a leggerlo ancora una volta: sembra una poesia! 



Per 3 pizze al piatto di circa 28/30 cm di diametro:



450 g di farina
250 ml di acqua
12 g di sale
0,3 g di lievito di birra secco


Per 1 pizza con peperoni stufati col tonno:

1 cipolla media affettata
1 spicchio di aglio
2 peperoni tagliati a streisce
150 g di tonno (peso sgocciolato)
1 cucchiaio di capperi
1 manciata di olive nere
1 cucchiaio di olio piccante
2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva

Scaldare i due tipi di olio in una padella antiaderente, su fiamma bassa. Unire tutti gli ingredienti, ad eccezione del tonno, alzare la fiamma e coprire. Aggiungere il tonno, salare e ridurre la fiamma e cuocere ancora 10 minuti, senza coperchio. Regolare di sale (eventualmente) e di pepe.

Versare un giro d'olio sulla base della pizza, unire il condimento e qualche pezzo di mozzarella. 

Nella foto si vede anche la fettina di pizza rossa col tonno: scusate la banalità, ma si cerca di assecondare il Portoghese :D che È un grande fan della pizza col tonno!


Preparare l'impasto

Misurare l'acqua, versarla in una ciotola, prelevarne una piccola quantità e versarla in una tazzina dove vi scioglieremo il sale.
A parte, setacciare la farina e mischiarvi il lievito di birra e iniziare ad aggiungerla gradualmente e lentamente alla ciotola con l'acqua, incorporandola man mano all’acqua, poi finita la farina aggiungere il sale sciolto in acqua, continuare ad amalgamare fino a raggiungere il “punto di pasta”. Il disciplinare dice che questa fase deve durare 10 minuti, a me è durata circa 5/6 minuti.
Ribaltare sul piano da lavoro e lavorare 20 minuti. Non sottovalutare questo tempo: è estremamente necessario per ottenere un impasto non appiccicoso, morbido ed elastico e una pizza soffice e asciutta.
Piegare e schiacciare ripetutamente, poi all’avvicinarsi dei 20 minuti l’impasto diventerà morbido e sempre più cedevole e infine avrà un aspetto setoso.



A questo punto riporlo in una ciotola di vetro o porcellana, coprire con pellicola e lasciar lievitare per 2 ore.



Procedere alla staglio a mano.
Riporli su un telo non infarinato, perché essendo un impasto ben incordato, non si attaccherà durante la lievitazione, e lasciar quindi lievitare per altre 4/6 ore a una temperatura di 25°C (come previsto dal disciplinare).
Riscaldare il forno alla massima temperatura insieme alla teglia che servirà per la cottura, senza mai aprire lo sportello. Una volta che i panetti sono lievitati stenderne uno alla volta su un ripiano spolverato con farina di semola, senza usare il mattarello ma allargandolo con le mani, dal centro verso il bordo e poi, come fanno i pizzaioli veri, facendolo debordare roteandolo, in modo che avvenga un’estensione più delicata.

Prelevare lo stampo dal forno, trasferirci il disco di pizza, senza oliare, condire e infornare per 5 minuti al ripiano più basso, poi altri 4/5 minuti nel ripiano più alto.






Prima di salutarvi... voi quanto siete psico-pizza-pazzi? 

Io sono decisamente l'1 :D 

Con questa proposta partecipo all'MTC numero 58