giovedì 27 aprile 2017

Il mio Reiz Kugel per il club del 27

Come potevo resistere al fascino del "Club del 27"? Nato dalla mente geniale di Ale, sempre lei, si ripropone di riprendere le ricette del "tema del mese" dell'MTC. E sì, questo blog ruota intorno all'MTC e non potrei esserne più felice! Il tema del mese approfondisce ogni mese la ricetta vincitrice, proponendo ricette che vi si avvicinano, per similitudine di preparazione, per origine o per ingrediente. La Redazione stila a tempo di record una lista di ricette e allo stesso tempo di record alcune fedelissimi le preparano, conquistando tutta la mia stima! E allora diamo a loro il giusto merito :)

La sfida di questo Aprile 2017 era sul sartù e il Club del 27 ha ripreso le ricette del tema del mese dell'MTC numero 41, quello sul riso (qui).  Io ho scelto un Reiz Kugel (qui l'originale), proposto da Simonetta Nepi, del blog glufri.

Amo il riso ma non lo avevo mai mangiato in versione dolce. Cosa mi ero persa!!! 
Questo riso al latte di origine askenazita mi ha conquistata: buonissimo caldo, una vera e propria goduria freddo di frigo! Simonetta spiega che raffredandosi, diventa una sorta di torta. La maglia nel mio caso non si è verificata, ma, come dire, chi se ne frega :) Era talmente tanto buono così... Forse avrei dovuto cuocerlo di più, aspettare che il riso si disintegrasse e potesse, da freddo, assumere una consistenza da torta, in ogni caso diventa più denso. Ripeto, però, che non mi sono sentita affatto delusa. 
Io da freddo l'ho accompagnato con una "finta coulis" di fragole al Porto.

"Kugel" in tedesco significa sfera, per questo ho scelto questi stampini :D


La tesserata numero 88 partecipa al "Club del 27" per il mese di Aprile, dedicato a Sua Maestà il Riso! E grazie Mai per il bellissimo banner :)




Riporto la ricetta presa da Simonetta, per circa 10 stampi a semisfera da 6 cm:

Questo è un riso al latte magico, diventa da solo una torta e si dovrebbe mangiar con frutti di bosco, o marmellate di mele: siamo in area mittekeuropea quindi l’acido si abbina sempre un po’ con tutto.
Ingredienti
  • 125 g di riso a grano tondo (tipo Arborio, per me "Milchreis", specifico per queste preparazioni)
  • 800 ml di latte
  • 125 g di zucchero
  • 2-3 gocce di essenza di vaniglia (io ho usato  direttamente 125 g di zucchero che conservo in un barattole con delle bacche di vaniglia)
  • 3 tuorli d'uovo (per me grandi)
Bollite il riso per 5 minuti in abbondante acqua salata e scolatelo.
Portate a ebollizione il latte e versateci il riso, poi abbassate il fuoco al minimo, mescolate di tanto in tanto e fate cuocere per 30 minuti.
Aggiungete lo zucchero e la vaniglia e cuocete altri 5 minuti sino a che il riso sia tenero.
Montate i tuorli d'uovo con un po' del latte in cui si cuoce il riso e versateli nella pentola con il riso. La temperatura delle essere bassa, altrimenti l'uovo di rassoda, mescolate costantemente sino a che il latte assume la consistenza di una crema, una natilla.
Si serve caldo o freddo: caldo è come una crema con il riso abbastanza sgranato, freddo assume la consistenza di una torta.
Io l'ho lasciato raffreddare in due contenitori piuttosto ampi, poi l'ho versato negli stampini a semisfera e li ho sformati con facilità.
Per la finta coulis di fragole al vino Porto, in microonde:
1 manciata di fragole
1 cucchiaio di vino Porto

Pulire e mondare le fragole, sistemarle in un contenitore adatto al microonde e cuocerle per 2 minuti a 600 watt. Schiacciarle con una forchetta (se non sono abbastanza morbide, cuocere ancora, 30 secondi alla volta) e aggiungere il Porto. Il composto è caldissimo, quindi l'acool evapora e resta solo il profumo.
Qui da caldo: 

Qui da freddo:




Andiamo a vedere qui le meraviglie del Club!


mercoledì 26 aprile 2017

Sartù di riso allo zafferano con funghi e piselli per MTC

Come si fa a rinunciare all'MTC? Ogni mese tentenno ma poi la curiosità di provare ricette nuove, alle quali non mi avvicinerei senza la guida del giudice del mese, prende il sopravvento. Complice qualche giorno di ferie in Italia, dove ho potuto comprare il riso Carnaroli e uno stampo adatto, mi sono cimentata con gioia e terrore nel sartù e l'ho fissato dieci minuti buoni quando è uscito integro dallo stampo.
Io ho optato per un sartù in bianco partendo da un risotto allo zafferano. Marina qui ci illustra e spiega i passaggi in maniera precissima, mentre la Redazione dell'MTC ha preparato diversi articoli illuminanti (questo e questo per me sono stai preziosissimi). Insomma, con cotanti maestri, la preparazione è stata decisamente "facilitata".

La scelta per me ricade sempre su sapori familiari, ma oramai ho capito che quando cucino cerco i sapori di casa (funghi e piselli per condire tagliatelle fresche: il pranzo della domenica!) e li declino con quello che mi circonda (il gouda, i pistilli di zafferano presi dai turchi). Ammetto che, oltre famiglia e amici, a mancarmi dell'Italia sono i prodotti freschi: verdure saporite, determinati formaggi e olii, la passata di pomodoro fatta in casa...

Non saprei quali sono i criteri per giudicare la buona riuscità di un sartù, ad eccezione del sapore: il mio mi ha convinta, soprattutto oggi che (orrore!) l'ho mangiato riscaldato, perché aveva guadagnato di intensità. Avrei anche dovuto usare pezzetti più piccoli per polpette, formaggio e pancetta: ho scritto 1 cm, ma io ho abbondato. Temo fosse un po' sbilanciato: troppo riso o poco condimento? Aspetto il parere delle esperte :) e ringrazio ancora Marina per averci spianato la strada verso un piatto così interessante. Ovviamente oggi in pausa pranzo ho dovuto spiegare cosa fosse il sartù a mezzo ufficio :D

Con questi dosi è avanzato un po' di riso e un po' di ripieno, io ho mischiato tutto e cotto in uno stampo da torta da 10 cm di diametro. 


Con il mio sartù allo zafferano con funghi e piselli partecipo all'MTC di Aprile 2017




Per uno stampo alto 16 cm e largo 12 cm

450 g di riso carnaroli
pistilli di zafferano
4 uova grandi
45 g di parmigiano reggiano gratuggiato
sale q. b.
1 cipolla piccola tagliata a pezzi molto piccoli
5/6 cucchiai di olio extra vergine di oliva

burro e pan grattato per la finitura

Per le polpettine

1 salsiccia di maiale (80 g)

100 g di macinato misto di maiale e vitello
mezzo panino di segale
1 albume
prezzemolo q. b.
1 spicchio d'aglio schiacciato
sale e pepe
farina per infarinare

Per il ripieno

150 g di speck da tagliare a cubetti di circa 1 cm

1 cipolla a fettine sottili (ma sarebbe stato meglio a pezzi piccoli)
20 g di porcini secchi
80 g di piselli congelati e fatti scongelare
100 g di gouda di media stagionatura
sale e pepe

Per la besciamella ai funghi

300 ml di acqua di ammollo dei porcini secchi
200 ml di panna fresca
50 g di burro
2 cucchiai di farina
sale e pepe



Preparare le polpettine: ammollare il pane in poca acqua, strizzarlo e amalgamarlo al resto degli ingredienti. Far riposare mezz'ora circa quindi formare delle polpettine: più saranno piccole, più ne entreranno :) Infarinarle e friggerle rapidamente in olio d'oliva. Scolarle e adagiarle su carta assorbente.

Preparare il ripieno: far rinvenire i funghi in una tazza di acqua bollente per almeno 1 ora, ma anche una mezza giornata ;) Scolarli e tagliarli a pezzi. Non buttare l'acqua!
Scaldare una padella e rosolarvi la pancetta a fiamma medip-basso per 7/8 minuti, rimuoverla e aggiungere alla padella un paio di cucchiai di olio. Farvi appassire la cipolla, unire i piselli e dopo cinque minuti i funghi. Cuocere altri 5 minuti, unire la pancetta e togliere dal fuoco dopo un paio di minuti. Regolare di sale e pepe.

Tagliare il formaggio a cubetti di circa 1 cm di lato.



Preparare il risotto: mettere i pistilli in infusione con una tazza di  acqua bollente per alcune ore. Al momento di preparare il risotto, scaldarla nuovamente, scioglierci un cucchiaino di sale, e tenere a portata di mano altra acqua bollente.
In una padellina a parte, scaldare un cucchiaio di olio extra vergine d'oliva e far appassire la cipolla per una decina di minuti, a calore dolcissimo. Tenere da parte.
Scaldare due cucchiai di olio di oliva in una padella ampia e tostarvi il riso a fiamma medio-alta mescolando, fino a quando il cucchiaio non avrà difficoltà a grattare il fondo. A questo punto abbassare la fiamma, unire la cipolla appassita e la tazza di acqua con lo zafferano. Mescolare e aggiungere acqua bollente mano a mano, poca per volta, soprattutto verso la fine della cottura.
Cuocere il risotto al dente (per me 13 minuti), toglierlo dal fuoco e lasciarlo riposare qualche minuto, dopodiché versarlo in un'ampia ciotola. Assaggiare, unire il parmigiano e regolare eventualmente la sapidità, quindi aggiungere due cucchiai di olio e infine un uovo alla volta. Mescolare bene.



Assemblare il sartù: imburrare accuratamente lo stampo e cospargerlo di pan grattato. Coprire il fondo e le pareti dello stampo (fino alla metà) con uno strato di riso alto 1 cm. Versare il ripieno, le polpettine e il formaggio, quindi ricoprire con altro riso e proseguire allo stesso modo per l'altra metà dello stampo. Io in un primo momento avevo dimenticato questo secondo strato, che è risultato perciò molto più basso del primo.
Coprire il sartù con uno strato di riso di 1 cm, livellarlo, cospargerlo con pan grattato e qualche fiocchetto di burro.
Cuocere in forno caldo a 180° per circa 40 minuti o fino a quando le pareti non saranno visibilmente staccate dallo stampo.
Tolto dal forno, lasciarlo almeno 15 minuti a temperatura ambiente e infne capovolgerlo sul piatto da portata. Ammirarlo :D


Preparare la besciamella ai funghi: sciogliere il burro in un pentolino dal fondo spesso, a fiamma dolce. Unire la farina setacciata e mescolare costantemente fino a che il composto (il roux) non avrà un bel colore dorato. Mescolare in una brocca l'acqua dove sono stati rinvenuti i funghi e aggiungere la panna fino ad avere 500 ml di liquido. Versarlo poco alla volta nel pentolino, mescolando continuamente. Portare a bollore mescolando spesso e togliere dal fuoco quando il composto sarà addensato (raffrendandosi si addenserà ulteriormente). Regolare di sale e di pepe. Servire caldo insieme al sartù.











martedì 11 aprile 2017

Quiche zucca, bacon e formaggio

Eccomi con il terzo e ultimo post per il Recipe-tionist. Devo ammettere che non ero così produttiva da parecchio :)

La mia ultima scelta è caduta, casualmente, su una quiche che Cristiana aveva preparato proprio in onore di Elisa Baker ;), in occasione della sua vittoria all'MTC.

Cristiana avrebbe voluto usare un blue cheese ma ha "ripiegato" su un gorgonzola, io ho usato un "Blauschimmelkäse" crucco :), ovvero un erborinato tedesco. Ho dovuto rinunciare a malincuore alle noci, causa intolleranza, ma la quiche era una vera e propria esplosione di sapori. Il bacon caramellato al cardamomo una vera e propria droga :)

Con questa vi saluto e vado a chiudere la valigia. Grazie Cristiana per avermi fatto tornare la voglia di pubblicare e per i tuoi post così autentici e le tue proposte davvero di alto livello (io ho copiato le più semplici, ma mica son brava come te!).
Per uno stampo quadrato da 24 x 24 cm e uno stampino rotondo da 10 cm 

Qui l'originale.


Per la pasta brisé:


250 g di farina
150 g di burro, tagliato a pezzettini e leggermente ammorbidito
1 cucchiaino di sale
Un pizzico di zucchero
1 uovo
1 cucchiaio di latte freddo
Versate la farina a fontana sul piano di lavoro. Mettete al centro il burro, il sale, lo zucchero e l’uovo, poi mescolateli e lavorateli con la punta delle dita.
Incorporate piano piano la farina, lavorando delicatamente l’impasto finché assume una consistenza grumosa.
Aggiungete il latte e incorporatelo delicatamente con la punta delle dita finché l’impasto comincia  a stare insieme.
Spingete lontano da voi l’impasto con il palmo della mano, lavorando di polso, per 4 o 5 volte, finché è liscio. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e mettetela in frigo fino all’uso. 
Una volta trascorso il tempo del riposo prendete la pasta, stendetela in una tortiera imburrata e procedete con la cottura in bianco.

Per il bacon caramellato:

4 fette di bacon 
zucchero di canna q.b.
1/2 cucchiaino di cardamomo pestato al mortaio

Accendete il forno a 180° ventilato. Spolverizzate le fette di bacon con il cardamomo e lo zucchero di canna. Cuocete per 20-25 minuti. Tamponate con della carta assorbente e lasciate asciugare.

Per il ripieno:

150 g di zucca
60 g di gorgonzola
150 ml di panna liquida
1 uovo
2 fette di bacon caramellato
sale
olio extra vergine di oliva
pepe

Accendete il forno a 240°. Fate cuocere la zucca tagliata a pezzettoni e condita con un filo d'olio, il sale e il pepe. Io a questo punto ho schiacciato la zucca. 
Riempite la base della tortiera con la zucca e il formaggio. A parte lavorate con una forchetta la panna con l'uovo e versate nella tortiera. Fate cuocere a 180° per circa 20 minuti.
Al momento di servire infilzate dei pezzetti di bacon sulla superficie della torta.





E con questo post chiudo la mia partecipazione al Recipe-tionist di marzo/aprile



lunedì 10 aprile 2017

Ciambelline al vino di Cristiana

Preparavo l'impasto e pensavo "però, una ricetta vegana ancora prima che questa diventasse una moda". Trattandosi di una ricetta della tradizione, immagino che alla base ci fosse la necessità economica di fare a meno di certi ingredienti, ma oramai nella mia testa l'associazione mentale era scattata. Pensare di portare questi biscotti in ufficio e immaginare lei che mi dice "perché hai fatto dei biscotti vegani?" è stato un tutt'uno. Lei è stata la mia collega per quasi tre anni, approdata da qualche mese in più felici uffici. Lei e io ci siamo scornate (e mica poco!), ma lei è stata anche una spalla su cui piangere. Una persona ironica, divertente e con un amore smisurato per il cibo Mi ha insegnato più di quanto vorrei ammettere ma ho sempre saputo di essere stata fortunata a fare squadra con lei. Lei oggi compie 30 anni e mi ritrovo casualmente a scrivere di lei, seppur con una ricetta che non approverebbe. Il Porto sì, però :)
Auguri Vittoria!


Mentre mi affannavo a scrivere questo post in pausa pranzo, le parole hanno preso il sopravvento.
Avevo anticipato che ho preparato 3 ricette di Cristiana e questa è la seconda. Qui l'originale.

Si tratta di biscotti semplicissimi, che sanno di casa. E nella mia casa crucca si è respirata a lungo un'aria portoghese. Qualunque vino andrà benissimo, ma migliore sarà, più buoni saranno i biscotti. Grazie Cristiana: dal forno usciva un profumo che faceva stare bene.

Per circa 50 biscotti:

1 bicchiere di zucchero semolato
1 bicchiere di vino (per me il Porto)
1 bicchiere di olio di semi di girasole o di olio di oliva molto leggero
4 bicchieri circa di farina
1 cucchiaino di bicarbonato

Altro zucchero semolato per la finitura


Mescolare zucchero, vino, olio e bicarbonato. Aggiungere gradualmente la farina fino ad ottenere un impasto morbido ma malleabile (potrebbe servirne di più o di meno, ma i primi 3 bicchieri possono essere aggiunti insieme) e formare delle ciambelline. Passarle nello zucchero e disporle sulla teglia ricoperta di carta da forno.
Cuocere in forno preriscaldato a 170° per 30 minuti circa, dovranno diventare dorate.





Con questa ricetta rubata a Cristiana partecipo al Recipe-tionist di Marzo/Aprile organizzato da Flavia 


martedì 4 aprile 2017

Brioche di Cristiana. O di Fede?

Di chiunque sia, questa brioche è una bomba, letteralmente! Mi ha fatto a pezzi l'impastatrice: ho ritrovato un pezzo di plastica che veniva allegramente impastato. A quanto pare quel pezzo non era fondamentale :) Poi questa brioche si illumina di luce proprio: dopo 20 minuti a 180°, temperatura a cui ho cotto i lievitati fino all'altro ieri, appariva così, bella abbronzata. Infine, è generosa: dalla dose con cui Cristiana fa una brioche, io ne ho ricavate due. Ottimo, ho portato la merenda al corso di... cucito! Ebbene sì, il mio essere anziana inside non conosce fine e da qualche mese mi sono data alle gioie della macchina da cucire. Ogni giorno che passa mi convinco di più che la creatività e la manualità ci salveranno :) Per salvare me non basterebbe un miracolo, ma qualche progresso inizio a vederlo!

Ok, il prologo è durato abbastanza, ma le parole prendono sempre il sopravvento. Veniamo alla doppia maternità di questa fantastica brioche: l'idea arriva dal blog di Cristiana (beufalamode), che utilizza l'impasto di Fede (qui).

Cristiana è la recipe-tionist del bimestre :D marzo-aprile ed io ho attinto a piene mani dal suo blog. Vedremo quanti post riuscirò però a scrivere. 
Spulciando il suo blog, ho ricordato che era stata recipe-tionist anche lo scorso anno, di questo periodo se non erro, e mi pare sia trascorso un secolo. Ora come allora, però, da Cristiana c'è l'imbarazzo della scelta :)  Io ho copiato tre, dicasi TRE, ricette da lei, ma andiamo con ordine e iniziamo... dalla colazione!


Ripeto che con la sua dose mi sono uscite due brioche (uno stampo da plum cake da 30 cm e uno da 24 cm), stendendo la pasta a circa 5 mm di spessore. Il risultato è stato ottimo, una vera e propria nuvola! Ho usato la farina che qui uso per i lievitati, con una percentuale un po' più alta di proteine. Inorridite puristi, qui sulla farina non si va molto per il sottile!

Qui l'originale, con un'introduzione tutta da leggere :D (sul "i compiti non glieli faccio fare, ma la colazione sì" sono morta :D )


INGREDIENTI:


120 ml di latte a temperatura ambiente
5 g di lievito di birra secco
500 g di farina 
3 uova grandi
50 g di zucchero semolato
1 cucchiaio di brandy
40 g di burro morbido, a pezzi piccoli



Per il ripieno (ho ripulito il frigo!):

marmellata di rabarbaro, fatta da me
marmellata di cachi e vaniglia, idem
marmellata di pere e pimento, come sopra

Per la finitura:

1 tuorlo
2 cucchiai di latte
granella di zucchero


Setacciare la farina nella ciotola dell'impastatrice e mescolarvi il lievito. Aggiungere uova, zucchero, brandy e latte. Mescolare con il gancio a foglia fino a quando l'impasto non si staccherà dalle pareti, circa 5 minuti. Sostituire il gancio e montare quello a uncino, quindi unire il burro poco per volta a velocità bassa, poi alzare la velocità e impastare fino ad ottenere un composto sodo.
Coprire la ciotola e far lievitare fino al raddoppio
Stendere l'impasto (io mezzo cm) e ricavare dei dischi di 8/10 cm di diametro, versarvi un cucchiaio di confettura al centro e chiuderli a mo' di raviolo. Disporre i "ravioli" vicini all'interno di uno stampo ricoperto di carta forno, coprire con pellicola e far lievitare fino a quando arriveranno al bordo dello stampo.
Portare il forno a 180°, spennellare la brioche con il tuorlo sbattuto con il latte e cospargere di granella di zucchero. Cuocere per circa 25/30 minuti, in base alla potenza del forno... e della brioche!





Se non si fosse capito, con questo post partecipo al Recipe-tionist. Grazie Flavia per tenere viva questa tua splendida iniziativa!



sabato 25 marzo 2017

Terrina terra terra per MTC

Sul filo del rasoio più del solito e mai come questa volta tentata di non partecipare. Ammetto di aver riflettuto se lasciare l'MTC, poi mi sono obbligata a preparare questa terrina e stamattina ho avuto la tentazione di buttarla senza passare dal via. Sono giorni così, non posso dire sia un brutto momento, i problemi e i brutti momenti sono altri. Solo che mi appare tutto un po' insensato, fine a se stesso. E alla fine ho pensato che quando niente vale la pena, allora tutto vale la pena. Più prosaicamente detto: a qualcosa devi attaccarti. E io mi attacco alla terrina. Una terrina terra terra, come me.


Giuliana qui ci ha aperto le porte di un mondo vintage, nella migliore accezione del termine. Confesso che la mia prima scelta era stata la terrina da non sfornare, ma non ho trovato una terrina in tutta la città. Appeno torno in Italia guardo tra le caccavelle della mamma, che comunque non ha mai preparato una terrina o qualcosa di simile. Io l'ho preparata quindi pensando a come sarebbe potuta essere una terrina di casa mia, preparata per un pranzo di domenica in famiglia. E ho annaffiato tutto con della birra qua e là, perché le mie domeniche (e non solo) io le trascorro invece nella ridente Cermania :)
Per meri motivi di tempo, ho dovuto rinunciare alla gelatina.

Volo alla ricetta: al momento non ho un pc e mi sono piazzata a casa di una collega per venire a scrivere il post :)

Con questo post partecipo all'MTC di marzo 2017 

Per uno stampo da 10 x 22 cm:

Pate a foncer dal libro "Torte salate"

375 g farina
100 g burro a cubetti
90 g strutto a cubetti
1 cucchiaino e mezzo di sale
1 cucchiaino e mezzo di zucchero
1 uovo grande
60 m di acqua ghiacciata

Setacciare la farina sul piano di lavoro. Al centro unire burro, strutto, sale, zucchero e l'uovo sbattuto. Amalgamare con una forchetta, aggiungendo gradualmente l'acqua. Alla fine, raccogliere l'impasto a palla con le mani, senza lavorare troppo l'impasto. Coprire con la pellicola e lasciare in frigo almeno mezz'ora.

Per il ripieno:

Schwarzwälderschiken (prosciutto crudo affumicato) a fette
4 cosce di pollo disossate
2 wurst (salsiccia di maiale tedesca, da non confondere con i wurstel), tolti dal budello e schiacciati
75 g di panna acida
1 uovo
prezzemolo
sale e pepe
3 bacche di ginepro
birra q.b.
2 uova sode

Disossare le cosce di pollo, tagliarle a pezzi e versarle in un sacchetto per surgelati insieme a sale, pepe, bacche di ginepro e birra. Lasciar marinare in frigo una notte.
Riprendere il pollo, scolarlo e tamponarlo con uno scottex. Tritarlo grossolanamente a coltello, mischiarlo in una ciotola insieme al resto degli ingredienti e amalgamare bene con le mani.

Riprendere la pasta dal frigo, dividerla in due panetti, uno più grande dell'altro. Stendere il più grande, foderarvi lo stampo e adagiarvi all'interno le fettine di Schwarzwälderschiken. Versarvi metà del composto di carni, livellarlo con un cucchiaio, adagiarvi le uova soda e coprire con resto del composto.
Stendere l'altro panetto di sfoglia sul quale praticare dei fori e ricoprire la terrina. Con l'impasto rimanente ritagliare delle decorazioni (migliori delle mie).

Infornare a 180°C per circa 30 minuti, poi a 160°C per altri 50 minuti. Far raffreddare e riposare (io una notte o non pubblicavo più).

Per la gelatina di birra:

100 ml di birra Pils
40 g di zucchero gelificante 3:1

Versare in un pentolino gli ingredienti, mescolare con una frusta e portare a bollore a fiamma media. Far bollire 4 minuti, mescolando spesso.

Per il chutney di mele, cipolle e birra

1 mela grande
2 cipolle rosse medie
1 cucchiaio di olio extra vergine d'oliva
150 ml di birra Pils
1 cucchiaio di dark brown sugar
1 cucchiaio di sale
pepe di mulinello

Affettare la cipolla e tagliare la mela a tocchetti. Scaldare l'olio in una pentola e unirvi mela e cipolla e far cuocere a fiamma vivace per 5 minuti. Unire il resto degli ingredienti, mescolare e dopo cinque minuti abbassare la fiamma, coprire e cuocere 20 minuti. Scoprire, far asciugare il composto se troppo liquido e regolare eventualmente di sapore.