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giovedì 22 ottobre 2015

Zuppa di ceci, funghi secchi e spinaci

Guardo le foto di questa -buonissima!- zuppa e penso che è davvero un cibo cha "sa di casa". Poi ripenso che "sa" di quella che è la mia casa da circa due anni. In quella che mi ha vista nascere, crescere e pascere (come si dice dalle mia parti), la zuppa non è tanto... di casa! Il minestrone era spesso in tavola, il passato di verdure o qualche pasta con i legumi un po' brodosa, ma le calde e confortanti zuppe a base di pure verdure... quelle no! Io invece le preparo spessissimo e me le gusto con sincero piacere. Considerando che il clima da zuppa qui va per la maggiore (oserei dire 10 mesi su 12, arrotondando per eccesso), ne vedrete tantissime :) E sono state approvate anche dalla Boss (la mamma :D), che ha imparato ad apprezzare le confortanti zuppe nelle fresche(?) serate crucche...

Questa di oggi arriva dallo splendido libro "River Cottage Veg Everyday", di Hugh Fearnley-Whittingstall. Come l'altra (qui), si tratta di una ricetta facilissima con un risultato però assolutamente piacevole e non banale. L'aggiunta degli spinaci dà un tocco pungente ma fresco, mentre i ceci rendono il piatto sostanzioso e corroborante. I porcini secchi completano l'equilibrio! Per le note, vi aspetto in fondo :)



Chickpea, chard and porcini soup
da "River Cottage Veg Everyday", di Hugh Fearnley-Whittingstall

Per 4 persone:

30 g di porcini secchi
30 g di burro
3 cucchiai di olio d'oliva (per me extra vergine)
1 cipolla piccola tagliata a dadini
2 spicchi d'aglio tritati finemente
400 g di passata di pomodoro o di pelati, a cui tagliare le estremità e rimuovere la pelle
400 g di ceci, da scolare (o 240 g di ceci preparati in casa)
1 rametto di rosmarino
300 g di bietola o spinaci, da "strappare" grossolanamente
sale & pepe di mulinello

Olio extra vergine d'oliva e parmigiano o formaggio di capra rifinire

Far rinvenire i porcini secchi per circa 30 minuti in 750 ml di acqua bollente, quindi rimuoverli con la schiumarola, lasciando da parte il liquido. Asciugarli brevemente con della carta da cucina e tagliarli grossolanamente. Filtrare il liquido attraverso un colino rivestito con della carta da cucina o della stoffa.
In una pentola capace, scaldare burro e olio su fiamma medio-bassa e far appassire la cipolla per circa 15 minuti, mescolando di tanto in tanto. Aggiungere l'aglio e dopo un minuto i porcini, quindi cuocere, mescolando, ancora un paio di minuti.
Unire la passata o i pomodori pelati (con tutto il succo), i ceci, il rosmarino, il liquido dei porcini e una generosa macinata di pepe. Portare il tutto a bollore, ridurre la fiamma e far cuocere 45 minuti circa. Trascorso questo tempo, unire le foglie di verdura scelta e cuocere ancora 8/10 minuti per la bietola e 2/3 per gli spinaci.
Se la zuppa dovesse apparire troppo densa, aggiungere dell'acqua. Rimuovere il rosmarino, regolare di sale e pepe.
Versare la zuppa in delle ciotole calde (io le riempio di acqua bollente pochi minuti prima di servire la zuppa), condire con olio e parmigiano ridotto in scaglie con l'ausilio di un pelapatate.



Il sapore della zuppa è ottimo e la sua esecuzione facilissima. Come per l'altra, però, l'autore si perde nelle piccolezze (secondo me):

- io confesso di non aver filtrato l'acqua in cui ho rinvenuto i funghi, perché non ne vedevo (e non ne vedo tuttora) la ragione. Forse c'è un motivo che io ignoro, però allora sarebbe stato carino (e sensato?) spendere due parole in proposito, perché altrimenti io penso solo che abbiamo perso del sapore per strada;

- 45 minuti con 750 ml di liquido: pur cuocendo a fiamma bassa, si rischia che evapori troppo liquido. Vogliamo aggiungercela un'indicazione sul coperchio (che io ho utilizzato per tutta la durata della cottura, fino all'aggiunta degli spinaci)?;

- se la zuppa viene troppo densa (appunto!), unire dell'acqua: calda, va aggiunta calda;

- l'uso spropositato delle lattine: qui, onestamente, la scelta sta a ciascuno di noi. Io compro esclusivamente legumi secchi, che spesso cucino e congelo per le emergenze (li scongelo nel microonde e sono pratici esattamente come una lattina), ma per i pomodori, sono costretta a ricorrere alla passata confezionata: fossi in Italia, userei quella casalinga;

- l'autore utilizza olio d'oliva per cucinare e quello extra vergine solo per condire, io uso solo extra vergine.

Insomma, volendo fare le pulci, io, inconsapevolmente, prendo sempre come metro di paragone la Martha, a cui certi dettagli non sarebbero sfuggiti. Tuttavia sono piccolezze che non incidono sulla riuscita finale della ricetta, anche se non credo che, aggiungendo dell'acqua fredda, il risultato sia altrettanto gradevole (la zuppa diventa un gazpacho?)...

Io dico che, tutto sommato, anche una cuoca inesperta porterebbe in tavola un piatto gustoso, equilibrato e ben riuscito, quindi la ricetta è
                                          PROMOSSA!


Con questo post partecipo allo Starbooks di Ottobre



giovedì 7 novembre 2013

Comfort food... da schiscetta!

O almeno da schiscetta in Crucconia, dove abbiamo già toccato i 5 gradi.
Questo è un post strano, che nasce da una serie di associazioni mentali che ho fatto durante la mia non-pausa-pranzo (poi capirete).
Vi spiego: come vi ho già detto un sacco di volte, ho bisogno di piccoli stimoli per non far arenare il mio blog, per questo ho iniziato a partecipare all'MTC (che però poi trascende e diventa una droga :D) e ogni tanto partecipo ad alcune iniziative, contest, etc. E quando l'altro giorno ho visto il post del Recipe-tionist del mese, sono andata a spulciare. E ho trovato tante belle ricette, ma in particolare queste due zuppe di lenticchie, che io e il portoghese amiamo. E infatti ho una scorta infinita di buste di legumi secchi a casa
e zero tempo per prepararle. Ma, stimolata dal blog di Elena, ho fatto la brava donnina e preparato le zuppe (in giorni diversi, persino!) e dividendola: metà da portare in ufficio e metà da lasciare al portoghese. Solo che io non avevo fatto i conti con una cosa: quando fotografo? Alle 7 di mattina prima di schiscettare la zuppa? Neeee. E allora mentre mangiavo ho pensato: ok, questa non la pubblico. Buonissime entrambe, le rifarò per tutto l'inverno, ma sono impubblicabili! E ho pensato: colpa di questo maledetto lavoro. E da lì è scattato il link: ma io non ho mai parlato del mio lavoro sul blog, se non di straforo! E quindi... vi beccate le foto orribile e pure un po' di lamentele :D

Le foto sono state scattate dalla mia postazione a lavoro. Che poi volendo c'è una cucinetta a disposizione, ci sono piatti e stoviglie carinissime (le vendiamo!). Ma io non ho la pausa pranzo. Ovvero, lavoro 8 ore e 34 minuti al giorno (sì, avete letto bene: 34 minuti!) e la pausa pranzo non è inclusa. Per fare una pausa come si deve, tocca timbrare inizio e fine pausa. E quindi si arriva a quasi 9 ore di lavoro. Ergo: mangiamo tutti al pc. Lavoro da professionista (io sono traduttrice e qui traduco cataloghi di prodotti vari per il sito): quello che io traduco lo pubblicano senza passare dal via, senza revisioni e nulla. Ma mi pagano come una stagista. E voi direte: e ci dovevi finire in Germania per una fregatura simile? Eh. In questo mesi ho pubblicato poco, e cercando sempre di mostrare il lato positivo della mia "vita da emigrante", ma ci sono stati dei momenti che definire di sconforto è poco. Lavorare quasi 43 ore a settimana per poi dover fare la cameriera nel week end per arrivare a pagare l'affitto. E continuare a tradurre privatamenti per il mio piccolo giro di clienti. Fisicamente io sono distrutta. E moralmente sono provatissima. Perchè la sensazione di arrancare, arrotondare, la paura di non farcela, di fallire mettono davvero a dura prova la serenità di chiunque. Figuratevi la mia, che sono già pazza di mio :) Per fortuna, nei momenti peggiori c'era il mio Portoghese,c'era mia cugina, c'erano gli amici. E gli amici virtuali che di virtuale non hanno nulla, perchè la loro vicinanza la puoi toccare con mano.
E io credo che sia per tutte queste cose che c'erano che sono riuscita a non arrendermi, anche quando mancava davvero poco.Lo scoramento unito alla stanchezza fisica ti fa davvero perdere la lucidità e ti fa venire voglia di buttare tutto all'aria. Più di una volta sono uscita dall'ufficio in lacrime, demoralizzata, incazzata (quello che succede qui merita un post a parte), avvilita. E povera :) che se esci incazzata e vai a fare shopping, malaccio non è :)
Poi ultimamente mi era presa davvero l'ansia: e se per fine dicembre non trovo di meglio? che faccio? resto? vado via? il mio portoghese me lo porto con me (ovvio)?
E in mezzo a queste giornate metteteci anche colloqui, curricula spediti a destra e a manca...
E poi... LA bella notizia! Ho un lavoro!!! Ieri ho ricevuto la risposta, finalmente positiva, di un lavoro al quale tenevo tanto. Io la mia gioia non riesco a descriverla da quanto è grande. :)
Finalmente avrò uno stipendio vero, potrò fare un solo lavoro (il mio!). avrò un'ora di pausa pranzo e lavorerò otto ore! meno di adesso!!! Qualche coraggioso ha letto fin qui? :D

Scusatemi, passo alle zuppe:  una più buona dall'altra! Scaldate leggermente al microonde, me le sono gustate tantissimo. Nonostante fossi impalata al pc :) Il portoghese se l'è gustate comodamente a casa ed ha apprezzato tantissimo! Grazie Elena, da entrambi!

Copio il procedimento da Elena: ho fatto pari pari quello che diceva, tranne sostituire i funghi secchi con degli champignon nella prima e eliminare il pomodoro crudo a cubetti dalla seconda (devo dirvelo quanto è saporito un pomodoro comprato in crucconia a novembre?)
Io le ho lasciate poco brodose, per evitare lo spatasciamento sulla metro :) e poi perchè le preferisco poco liquide!



Zuppa di lenticchie, funghi & pancetta, da qui



Ingredienti

200g di lenticchie 1 cipolla
1 spicchio di aglio
1 costola di sedano
1 carota
4 funghi champignon
2 cucchiai di salsa di pomodoro
50g di pancetta tagliata a cubetti
olio evo
sale e pepe

Mettere le lenticchie in ammollo (io: 7/8 ore)
In una casseruola scaldare l'olio e poi soffriggere tutte le verdure tagliate a cubetti, aggiungere i funghi strizzati, la pancetta e poi le lenticchie.
Mescolarle e tostarle leggermente, coprire con acqua e far prendere il bollore.
Passata una ventina di minuti, inserire il pomodoro, aggiustare di sale e pepe.
Continuare la cottura ancora 10 minuti circa, controllare se è opportuno aggiungere ancora acqua.
Servire calde o... schiscettarle e mangiarle a lavoro :)




Zuppa di lenticchie e patate (qui l'originale)

(l'ho mangiata proprio oggi ;) )



Ingredienti 
250g di lenticchie
1 cipolla piccola
3 patate medie
olio evo
2 foglie di salvia
sale e pepe

Mettere in ammollo le lenticchie per 7/8 ore. Scaldare due cucchiai di olio evo e soffriggere la cipolla dopo averla tritata sottile, inserire le lenticchie, la salvia, aggiustare di sale e pepe, ricoprire con acqua e portare a bollore. Cuocere per 10 minuti.
Nel frattempo pelare le patate (io a cubetti molto piccoli) e tagliarle a pezzetti, aggiungerle alle lenticchie, continuare la cottura per altri 15-20 minuti, mescolare di tanto in tanto e unire un poco di acqua se si asciugasse troppo. A cottura terminata spegnere, controllare sale e pepe.
Servire con un "giro" di olio evo, se ce l'avete a portata di mano ;) (io no, manco a dirlo!)

Ho scritto tanto, tantissimo. Ma ne avevo bisogno. Mi sono sfogata e finalmente potrò lasciarmi qualche preoccupazione alle spalle e la sensazione di angoscia la mandiamo a... ltrove. Il mio portoghese ed io cambieremo un po' vita e, si spera, ritmi (vi spigherò anche questo) e finalmente ora iniziamo a vedere la luce. E alterneremo frühstück buonissimi a base di uova con zuppe confortanti come queste e affronteremo anche l'inverno. Ma con un po' di primavera nel cuore :)


giovedì 23 maggio 2013

La tieddra italo-crucco-portoghese


Un titolo un programma :)
E per non deludere le aspettative ve lo dico da subito che sì, sono impazzita! :)

Io sto bene, azzarderei un molto bene, se non fosse che in realtà il mio posto nel mondo del lavoro non l'ho ancora trovato, ma l'entusiasmo e la fiducia mi accompagnano (in certi giorni un po' meno, ma life is a roller coaster, no?) e non è poco, considerando l'apatia e lo scoramento dell'ultimo anno (e mezzo).

Poi ci sono cose che vorresti che procedessero alla velocità della luce e altre che vorresti andassero lentamente, o arrivassero dopo. E invece le cose vanno al contrario. Anzi: vanno come vogliono loro, forse come devono andare, di certo non vanno come vorremmo noi. :)
Cerchi una cosa, ne trovi un'altra. Non sai neanche cos'è, sai solo che l'obiettivo è un altro. So che mi sento il peso della responsabilità verso le persone che hanno fiducia in me, verso chi crede che io possa farcela e quindi non riesco a concedermi spazio per altro. Ragiono per compartimenti stagni? Forse. Molto più probabilmente ragiono in una logica premio/punizione/colpa che è tutta mia, perché la mia famiglia non mi ha abituata affatto così (male!). Nella mia vita precedente ero un amish, o forse una vittoriana, altrimenti non si spiega :) Probabilmente prima ancora sono stata un Inquisitore Spagnolo, data la “circospezione” che applico...

E ok, bisogna cogliere l'attimo, panta rei, carpe diem e tutto quello che volete... Ma io sono un capricorno e, soprattutto, sono abruzzese. Vale a dire: se c'è qualcosa più piantato a terra di me, è il Gran Sasso. Magari nella variante un po' rinco della Bella Addormentata d'Abruzzo, ma pur sempre salda a terra in modo irremovibile.

Siccome sono un'abruzzese di mare -e non una ciammarica di terra, scusate lo sfottò cultural-bound, possiamo dire che sono una cozza attaccata allo scoglio.

Appunto perché sono un'abruzzese di mare, con un nonno paterno salentino, non potevo preparare una classica tieddra di risopatate&cozze in Germania!! Mi rifiuto :)



Io vorrei essere più preparata in cucina, sapere qual è il modo migliore per cuocere le verdura, trattare i vari ingredienti, ma ammetto che per quanto cerchi di prepararmi, la materia è troppo vasta. E ammetto anche che questa volta il tempo è stato tiranno, ma ci tenevo a partecipare all'MTC del mese, a un anno esatto di distanza dalla mia prima partecipazione. Ci tenevo perché il gruppo dell'MTC è un vero gruppo di mutuo soccorso, che non ti fa mancare l'appoggio, il sostegno, l'incoraggiamento e una quantità di risate fuori dal comune. E quindi, anche se non so se sono in concorso o meno (non riesco ad entrare nei blog dall'internet cafè, quindi magari ho perso qualche pezzo), volevo lasciare traccia di me, del mio primo mese in Germania. Volevo che il mio 1° MTC teutonico parlasse delle mie prime 5 settimane teutoniche, e allora l'idea è venuta da una pasta che qualcuno ha preparato per me pochi giorni fa: un accostamento che mi ha lasciata perplessa, almeno finché non ho assaggiato la prima forchettata (alla quale è seguito qualcosa come 200 g di pasta, solo per la sottoscritta).
Volevo che nel mio blog rimanesse traccia di qualcosa che nelle ultime 3 settimane ha dato un sapore nuovo alla mia cucina, una cucina che mi ha vista osservare molto, mangiare molto! ma cucinare poco. E, per la cronaca, chi di cucina ferisce, di cucina perisce. Ma non deperisce, almeno!

Il salmone si accompagna benissimo con i funghi e le melanzane, giuro!, soprattutto se vi ricordate di togliere la buccia alle melanzane (io me ne sono ricordata ora che ho sfornato la tieddra, sono o no una bella addormenta?). Di italiano c'è il parmigiano reggiano a formare la crosticina, di portoghese c'è il sale speziato alle erbe che ho utilizzato per condire le verdure. E non solo...

Di crucco c'è tutto il resto: dal coccio, al forno, al riso prodotto qui. Un riso basmati, in onore della mia coinquilina giapponese che mangia sempre pasta e mai riso :D

INGREDIENTI per una persona:

90 g di riso basmati
100 g di filetto di salmone
1 melanzana piccola
5 funghi champignon
sale portoghese alle spezie (rosmarino, origano, prezzemolo, timo, alloro, basilico, aneto, zenzero, buccia di limone): è una cosa spaziale!
parmigiano reggiano q.b.

Brodo di verdure (come qui)

Preparare il brodo e lasciarlo raffreddare. Io nell'attesa sono andata a fare un aperitivo, poi cena, birretta... Insomma, all'una di notte era sufficientemente freddo ed io sufficientemente stanca, perciò sono andata a letto e rimandato tutto all'indomani.

Mondare le verdure, tagliare le melanzane a cubetti e affettare i funghi.
Scaldare in una padella antiaderente l'olio d'oliva, aggiungere le melanzane e dopo qualche minuto i funghi, abbassare la fiamma (o la piastra, con cui litigo a giorni alterni) e far cuocere, ma non del tutto. A fine cottura, condire con il sale portoghese e far raffreddare.


Sciacquare bene il riso e scolarlo, per eliminare l'amido, quindi ungere un coccio (io l'ho trovato in casa, non è un segno questo?) e versare uno strato compatto di verdure, quindi il riso, proseguire con le altre verdure, il salmone e versare il brodo necessario a ricoprire le verdure. Coprire con le scaglie di parmigiano e infornare a 160° per circa 45 minuti.









Ripeto: non so se sono in concorso (ma chi se ne importa, l'importante è partecipare), ma soprattutto non so quanti errori e bestialità ho commesso. Non sono riuscita a documentarmi, a vedere altre foto, quindi magari doveva venire più asciutta/umida/compatta/sgranata... Io aspetto le vostre critiche, perché l'MTC è la scuola di cucina più grande e democratica del Web ed io sono un'alunna somarella!



Sono stata decisamente prolissa. E pensare che mi sono censurata :)

Un bacione a tutti voi che passate e, soprattutto, mi pensate: a Mary, a Ombretta (in bocca al lupo a voi 3!) e a tutta la magnifica squadra dell'MTC, che non sbaglia un colpo ;)
E un saluto a Cristian vincitore del mese scorso, che, non lo sa, ma ha creato un ricordo.



P.S. dita incrociate, bitte!!!

lunedì 2 luglio 2012

Uova ripiene contro la banalità

Lo so che il titolo dà la misura dello stato di follia in cui verso (ormai da tempo!)
Ma credo che accada a tutti che il gesto più comune e insignificante, un giorno, ci apra un mondo di riflessioni. O di polemiche, come nel mio caso.
Guardavo le foto di queste uova (io oramai fotografo pure le fette di pane comprato, devo esercitarmi, vero Mary?) e ho pensato: "queste non le pubblico, sono banali". Poi ho pensato che io ultimamente sono circondata da un mare di banalità, di frasi trite e ritrite che mi vengono rivolte continuamente. Ovvio che se sono in coda alle poste e attacco bottone con i presenti, si chiacchiera del più e del meno, farcendo il più e il meno di tanti luoghi comuni.
Ma quando parlo con qualcuno che mi è vicino, emotivamente vicino, non accetto la sfilza di ovvietà che mi rifila. Sono stanca di ascoltare le certezze granitiche di chi non si è mai trovato di fronte a un bivio, a un Problema, ad un mondo che va in frantumi. Ma che sa benissimo cosa farebbe/direbbe/penserebbe se fosse al posto tuo. Che parla per "esperienza diretta", laddove con "diretta" intende che è successo al cugino dell'amico del fratello del vicino di casa. O che può capirti, quando gli dici che ti è successo 10 perché a lei è capitato 1, ma tanto è lo stesso, no? No.
O chi mi propina soluzioni quantomeno "originali", che prevedono il sovvertimento totale della mia vita fino ad oggi. Non ci sarebbe nulla di sbagliato, se quella stessa persona avesse almeno accettato di cambiare marca di latte negli ultimi 10 anni.
Per non parlare di chi mi dice sempre e solo "stai tranquilla" e poi va in paranoia per due giorni senza ADSL.
E so benissimo di essere banale anch'io. Ma ho il buonsenso di riconoscere che di verità non ce n'è una sola, nè tantomeno si trova nella mia tasca.

Insomma,  ho voluto dare almeno una connotazione positiva alla banalità, sperando che funga da antidoto e me ne tenga lontana per un po'.

E siccome non sono un'ingrata, sono felice di avere un'amica di penna spuntata dai commenti di questo blog-muro del pianto, che ha sempre una parola intelligente per me. Una persona che sa uscire dagli schemi, che sa cosa sia l'esperienza diretta :) Grazie!


Le ricette vengono entrambe dal solito Pellegrino, che non si vedeva da un po' su questi schermi.
















INGREDIENTI per la versione I (n. 143)

2 uova
1 acciuga
poco prezzemolo
pochissima cipolla
burro q.b. per amalgamare (io ho sato l'olio d'oliva)

Far rassodare le uova mettendole in un pentolina ricoperte d'acqua fredda e farle bollire per 8 minuti. Scolarle e quando saranno fredde sgusciarle e tagliarle a metà, nel senso della lunghezza ed estrarne i rossi. Schiacciare i tuorli con una forchetta, unirvi l'acciuga, il prezzemolo e la cipolla tritati ed impastare il tutto con la lama di un coltello, aggiungendo tanto olio quanto serve per impastare.
Colmate i vuoti lasciati dai rossi (che poesia!) e conditele con olio, aceto, sale e pepe.



INGREDIENTI per la versione II (n. 144)














6 uova
30 g burro (io olio)
20 g mollica di pane
2 cucchiai di parmigiano
un pugno di funghi secchi (io sottolio, quelli avevo!)
qualche foglia di prezzemolo

Rassodare le uova e svuotarle (come prima). Bagnare la mollica con un po' di latte, farla ammorbidire, strizzarla e unirla agli altri ingredienti (se si usano funghi secchi, farli rinvenire in un po' d'acqua). Tritare tutto: io avevo iniziato con il coltello, ma rimaneva troppo grumoso, perciò poi ho dato qualche colpo di mixer ;)
Colmare i vuoti con la farcitura, ne avanzerà un po': spalmatela sul pane ;) Se preferite, tagliate le metà in spicchi.
Se preparate il giorno prima, sono ancora più buone.




Ok, due ricette semplici semplici, ma assolutamente gustose, soprattutto la variante numero II, testata sulla nipotanza dai 2 ai 13 anni!
E poi la semplicità non è necessariamente un male: voi non vorreste che fosse tutto più semplice?
Io sì.
Baci,
        Vale-polemica*

p.s. mi pare evidente che con la fotografia dovrò esercitarmi ancora a lungo. :)

mercoledì 29 febbraio 2012

Orzotto

E sì, ogni tanto mangio anche delle verdure! :)
Innanzitutto voglio ringraziare chi nel post precedente mi ha scritto parole di incoraggiamento o di condivisione: grazie davvero! Giuro che cercherò di essere meno malinconica e più positiva! Intanto se giove volesse farsi vivo, come mi avevano promesso gli oroscopi, gliene sarei grata!

Passiamo alla ricetta? Per le dosi io sono andata 'a sentimento'! Adoro cucinare i piatti salati per questo motivo: permettono di dimenticare la bilancia e seguire solo i gusti o... quello che passa il frigo! Infatti l'orzotto di casa mia è suscettibile di 1000 variazioni: questa è una delle ultime, particolarmente gustosa!

INGREDIENTI

250 g orzo perlato
2 zucchine
2 carote
1 cipolla
una confezione di funghi surgelati
mezza confezione di piselli surgelati

1 confezione di prosciutto cotto a cubetti
un pezzetto di scamorza affumicata
brodo vegetale (o di dado!)

Preparare il brodo e intanto far 'arrostire' i cubetti di prosciutto cotto in una padella antiaderente, senza aggiungere nulla: potete usare direttamente quella dove cucinerete il resto ;) Quando saranno pronti, toglierli e metterli da parte. Nella stessa pentola mettere un giro d'olio, la cipolla tagliata a fettine sottili ,i piselli ancora congelati, le zucchine e le carote a cubetti: versare del brodo fino a coprire e far andare a fuoco vivace per una quindicina di minuti, aggiungendo altro brodo se necessario.
Sistemare in un'altra padella i funghi ancora congelati con un filo d'olio e uno spicchio d'aglio: cuocere con coperchio finchè saranno cotti, quindi unirne metà alle altre verdure e passare al minipimer l'altra metà.
Preparare l'orzo, lessandolo in acqua salata per il tempo indicato sulla confezione, quindi scolarlo e lasciarlo coperto con un piatto finchè non saranno pronte le verdure.
Quando le verdure saranno cotte, unire l'orzo, i funghi interi e quelli frullati e lasciar insaporire qualche minuto, aggiugendo altro brodo se preferite (io lo preferisco piuttosto asciutto). Poco prima di toglierlo dal fuoco, unire i cubetti di prosciutto cotto e grattuggiarci sopra un pezzettino di scamorza affumicata!



Direi che è un ottimo compromesso tra cucina sana e gusto! Ha davvero un ottimo sapore, poi d'inverno, quando fa particolarmente freddo, è l'ideale: risolve la cena in poco tempo (ne occorre di più a leggere questo post!) e si presta a mille varianti!
Vi saluto: buon pomeriggio!
Vale*

domenica 22 gennaio 2012

Girelle di crepes

Ciao!!
Come state? Io raffreddata: negli ultimi mesi i mie anticorpi hanno subito un crollo in verticale, credo siano emigrati verso paesi caldi!
E in questi giorni di clausura forzata ho messo in ordine tutti i fogli volanti di ricette che ho, ritagli di giornali etc... Li ho suddivisi e catalogati: praticamente un lavora da maniaca :D però ho preso tanti spunti, avrò di che lavorare nelle prossime settimane! stay tuned ;)
La ricetta di oggi invece l'ho presa da cookaround (qui), e leggermente modificata!




INGREDIENTI per la pastella per 2 rotoli:


125 g farina
250 g latte
2 uova
1 cucchiaio d'olio
sale

INGREDIENTI per il ripieno:

1 busta di funghi surgelati da 450 g
150 g di speck
 besciamella preparata con 500 g di latte, 35 g di farina, 1 cucchiaino di sale, noce moscata e pepe a gusto

+ 250 g di besciamella di copertura, piuttosto liquida (250 ml latte, 14 g farina, mezzo cucchiaino sale; io questa non l'ho aromatizzata)

Preparare la pastella sbattendo con una frusta a mano le uova e la farina, aggiungendo pian piano il latte e in ultimo olio e sale. Lasciar riposare in frigo almeno 1 ora (ma anche più se avete da fare!)
Riprendere la pastella e rimescolarla con una frusta. Preparare le teglie  (le mie misuravano circa 25x30 cm) ricoprendole di carta forno bagnata e strizzata e versiamo metà impasto in ognuna (io per pignoleria ho messo la pastella nella caraffa dosatrice e versato equamente: ma io sono pazza, ve l'ho già detto!!): non preoccupatevi se vi sembrerà troppo sottile, o se ci saranno dei buchini!
Infornare a 180° per 10 minuti, bucando con la forchetta le eventuali bolle che si formeranno; dopodichè lasciate raffreddare benissimo e i rotoli di crepes si staccheranno senza problemi!

Per il ripieno:
cuocere i funghi con aglio e prezzemolo (senza acqua, se usate quelli congelati) per circa 20 minuti e quando saranno freddi frullarne una parte con il mixer ad immersione.
Preparare una besciamella piuttosto soda: setacciare la farina in una pentola e versarvi, mescolando con una frusta o con un cucchiaio di legno, il latte, poi porre la pentola sul gas a fuoco medio e mescolare fino a che sarà densa, ma tenendo conto che raffreddandosi si addenserà ulteriormente. Quindi occhio a non fare un blocco di cemento! come lo so? ehm... :D (va be', in quel caso basterà diluirla con dell'acqua o del latte caldi, mescolando con energia)
Mescolare la besciamella con i funghi (interi e frullati) e far raffreddare un po'.


Quando i rotoli e la besciamella saranno pronti procediamo!
Ricoprireo ogni rotolo con le fettine di speck, quindi spalmare la besciamella ai funghi, lasciando liberi i bordi, e arrotolare! Avvolgere in carta forno e lasciare in frigo: io l'ho preparato la sera prima della cena!

Riprendere i rotoli, tagliarli a fettine larghe 2/3 cm e disporli in una pirofila leggermente imburrata, si presenteranno così:

e ricoprirli di besciamella (preparata nello stesso modo, ma tolta dal fuoco appena velerà il cucchiaio) e, a piacere, di formaggio grattuggiato. Infornare a 200° per 10 minuti.



Era squisito! Davvero sono rimasta soddisfattissima del risultato! Inoltre, nonostante io abbia scritto un papiro, è una ricetta veloce da preparare, anche perchè le varie fasi (pastella, ripieno, cottura rotolo) possono essere eseguite in momenti diversi e il rotolo farcito può essere preparato comodamente in anticipo e tenuto in frigo: anzi, si taglierà ancora più facilmente!
Devo rifarlo al più presto, magari sperimentando diversi ripieni, anche se questo aveva un gusto... mhhh!!!
Vi lascio,
buon inizio settimana!
Baci,
          Vale*

sabato 26 novembre 2011

Risotto zucca, funghi e fonduta di panna

Buongiorno!
Avete visto il ticker in fondo alla pagina? E sì, da ieri è iniziato il conto alla rovescia per Natale! Io adoro il Natale e tutti gli annessi e connessi! E quest'anno più che mai ho bisogno di colori, profumi e della magia che solo il Natale sa portare, anche se ci vorrà un grande impegno da parte mia per vedere il mondo a colori!
Comunque, entro nella modalità Natale e abbandono la modalità Autunno con una ricetta preparata un paio di mesi fa, quando ho deciso di sperimentare la zucca in versione dolce (qui) e salata! Per i miei gusti, la zucca si sposa meglio nei dolci, ma questo risotto merita davvero la pubblicazione qui, perchè è un mix di sapori e consistenze davvero sfizioso.

Da un vecchio numero di "Donna Moderna":
INGREDIENTI per 2 persone:

200 g riso
300 g zucca da pulire
200 g funghi a piacere
200 ml panna fresca
  50 g burro + una noce
5/6 cucchiai di formaggio grattuggiato
cipolla
brodo q.b.
vino q.b.

Mondare la zucca e tagliarla a pezzetti piccolini (più piccoli dei miei possibilmente ;)), pulire i funghi e tagliarli.
Lasciare imbiondire la cipolla affettata finemente con 30 g di burro in una padella, tostarvi il riso qualche istante, poi sfumarlo con un po' di vino. Aggiungere la zucca, i funghi e due mestoli di brodo: portare a ebollizione, abbassare la fiamma e lasciar cuocere il riso, aggiungendo man mano altro brodo.
A parte: scaldare in una pentolina la panna, i 20 g di burro rimasti e il formaggio grattuggiato, mescolando fino ad un leggero addensamento. Lasciare in caldo a bagnomaria.
Quando il riso è pronto, mantecarlo con una noce di burro e servirlo nei piatti, accompagnandolo con la fonduta (la presentazione della rivista era molto più invitante della mia!)



















La delicatezza del risotto si sposa benissimo con i sapori decisi della fonduta, poi più saporito sarà il formaggio, maggiore sarà il contrasto! ;)
Vi auguro un ottimo fine settimana, ora vado a buttare giù il planning per Natale!